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I LAVORI DI RESTAURO CONSERVATIVO

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L’ Architetto Innocenzo Sabbatini progettò e  realizzò il cinema - teatro Garbatella, tra il 1927 e il 1930 nell’ omonimo quartiere destinato alla costruzione di case popolari .
All’ arrivo in piazza Bartolomeo Romano, il teatro doveva apparire con la sua forma garbatamente arrotondata della facciata di ingresso, dopo un susseguirsi di archi e di finestre tonde, e un alto e composto edificio di case popolari sullo sfondo.
All’atto della prima visita, lo stato dell’ immobile si presentava fortemente degradato sia esternamente che internamente per totale mancanza di manutenzione.
La facciata esterna ha un tipo di lavorazione artigianale che ha mantenuto nel tempo una propria connotazione, che è valsa la pena restaurare e riprendere con materiale e metodologie analoghe: malte di calce con in erti in tufo o travertino, polveri di marmo e finitura a mano mediante leggere percussioni con tavola chiodata.
Così si poteva ottenere l’effetto spugnoso di colore bruno picchiettato di nero (tufo ) e giallastro (travertino). La facciata è rifinita da intonaci decorati e rifiniti con righe orizzontali che simulano i ricorsi di mattoni, da cornicioni in parte in calcestruzzo ed in parte costituiti da mattoni forati leggeri , intonacati sui fondi con intonaci traspiranti a base di calce e polvere di marmo. Il restauro è stato condotto tenendo conto sia dei materiali che delle metodologie di lavorazione. Attraverso l’analisi dei residui di tinteggiatura, presenti sulla facciat a , si è potuto identificare e ricomporre i colori originari, ovvero il bruno chiaro - tufo, il giallastro - travertino, il rosso chiaro.

Anche l’interno del teatro presentava numerosi cambiamenti, rispetto al progetto
originario: l’ ambiente, nel corso de gli anni, era stato completamente rivestito con un materiale di colore verde bottiglia e più volte contro soffittato.

Il Progetto di Restauro Conservativo redatto con l’Ufficio Tecnico dell’Ateneo è stato in di rizzato al recupero del l ‘ architettura originaria in tutti i suoi aspetti. Per tale finalità si è analizzata l’architettura della Garbatella al tempo della costruzione, reperendo anche copie di alcuni disegni originari del teatro stesso e fotografie d’epoca del l’ interno e del l ‘ esterno.
All’ interno sia la platea che la galleria presentavano molti rimaneggiamenti, ristrutturazioni e adeguamenti a diverse esigenze e funzioni, effettuati con avventurosi interventi di manutenzione, che poi si è evidenziato come non fossero mai stati seguiti da necessari controlli.

Tra i primi interventi si è provveduto all’impermeabilizzazione dell’ intera platea, il cui massetto era impostato direttamente sulla terra di riporto, allo smantellamento dei numerosi strati di cartongesso e pannelli, del tipo a trucioli di legno ignifugato e dei retrostanti strati di lana di roccia e vetro, riportando così alla luce le originarie pareti. Anche il solaio di copertura era stato abbassato di quattro metri di quota mediante la successiva posa in opera di pannelli di vario tipo e che erano letteralmente appesi a dei fili (pendini).
In sintesi troppi strati di controsoffitti dal peso enorme erano sospesi nella sala in condizioni precarie, agganciati alle armature delle travi di copertura , queste ultime scalpellate senza alcun riguardo per portare allo scoperto i ferri di cemento armato del 1927.
Le gradinate della galleria, rialzate di almeno 30 cm con materiale di vario tipo, tra cui compensato e gomma, si sono dovute riportare alla quota originaria.
Durante i necessari smantellamenti delle pareti di cartongesso, sono state riportate alla luce intere superfici utilizzate come vere e proprie discariche, come per esempio lo spazio del sottopalco, caratterizzato da cunicoli e cave. Si è quindi proceduto alla bonifica di queste aree, rendendo possibile l’utilizzo di queste ultime a fini impiantistici. Si è poi proseguito con il consolidamento dei solai e della totalità delle pareti presenti che, fino ad allora, avevano resistito in precarie condizioni di stabilità; il consolidamento delle pareti perimetrali è avvenuto mediante malte speciali a base di cemento, calce, rete zincata e rete elettro saldata.
Le strutture portanti del solaio di copertura sono state consolidate e restaurate con cemento armato e tramite una sigillatura eseguita con malte speciali tissotropiche protezione delle armature stesse.
Il parapetto originale della galleria, anch’esso svestito dai suoi squadrati rivestimenti in cartongesso, è stato riproposto nell’ originaria forma a porzione di superficie tronco conica. Si è portata di nuovo in vista la struttura in cemento armato della galleria, composta da un complesso insieme di travi: strutture ideate da un architetto cui non è mancata una bella dose di coraggio per affrontare ciò che ancor oggi si può ritenere di notevole impegno sia nella fase di calcolo che in quella esecutiva.

Ma la sorpresa maggiore è stata quella di riscoprire sulla volta la forma di una struttura di copertura in conglomerato armato composta da un graticcio di travi di grande luce ed intrecciate a forma di doppia Stella di David, poggiante solo su otto pilastri di cui quattro a sezione mistilinea (pilastri trilobati), struttura certamente inusuale per il calcestruzzo armato di quel tempo.
Lo smantellamento dei rivestimenti che coprivano il boccascena sui quattro lati ha evidenziato una consistente e austera spazialità, quasi da abside di cattedrale. Le indagini storico - architettoniche hanno confermato la forma delle lunghe colonne trilobate e si sono potuti apprezzare i colori originari del boccascena: dorato per le colonne e i loro capitelli, azzurro - cobalto spugnato per il soffitto della sala e una sottile linea di colore        marrone - dorato per i bordi delle travi in calcestruzzo al fine di sottolinearne il complesso intreccio a doppi a stella di David.

Per il lavoro di recupero del Teatro Palladium si ringraziano:
Richard Peduzzi Direttore dell’Accademia di Francia per i suggerimenti sulla scelta dei colori e sull’impostazione degli spazi interni.
L’Ufficio Tecnico dell’Ateneo:
Arch. Luciano Scacchi (responsabile), Sig.ra Elisabetta Minelli, Arch. Sonia
Minelli, Arch. Floriana Paolini.

Ed inoltre:
Sig. Alessandro Borgioni Responsabile tecnico eventi
Sig. Riccardo Buzzanca Consulente per la scenotecnica
Ing. Silvano Cova Calcoli strutture scenografiche
Prof. Ing. Ezio Dolara Consulente per la progettazione delle strutture
Arch. Francesco Fedele Consulente per l’acustica
Ing. Franco Galvagno Calcoli strutture scenotecniche
Sig.ra Valeria Grifasi Responsabile organizzativo eventi
Sig. Gianfranco Re Costruzioni scenotecniche
Arch. Antonio Tocchi Consulente per l’architettura
Sig. Franco Tripputi Impianti elettrici di palcoscenico

Alle varie fasi di allestimento di questa pubblicazione hanno contributo:
Paola Andreucci, Daniela Basti, Alessandra Ciarletti, Monica Postiglione della
Segreteria del Rettore, assieme a Isabella Salvagni e Francesca Romana Stabile.
Il lavoro è stato supervisionato dal Prof. Giorgio Ciucci.

Progetto grafico:
Baldassarre CarpiVitelli S.r.l. Comunicazione, pubblicità
Stampa: Edigraf s.r.l. (Formello-Rm) - Ottobre 2003
Università degli Studi Roma Tre
Rettorato, ottobre 2003

 

 

 

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