Incontri all’Opificio Telecom Italia

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opifront

Emma Dante  
Bernard Stiegler  
Salvatore Sciarrino 
Bang on a Can 
Juliette Binoche/Akram Khan 
Compagnia del Natana Kairali 
Dominique Hervieu 
Fumyo Ikeda/Benjamin Verdonck 
Fabrizio Arcuri 
Bill T. Jones

incontrano

Andrea Camilleri 
Antonio Audino 
Nicola Sani 
Leonetta Bentivoglio 
Willem Dafoe 
Giorgio Agamben 
Nicolas Bourriaud
Daniele Del Giudice 
Alberto Abruzzese 
Umberto Galimberti 
Luca Beatrice 
Daniele Silvestri 
Paolo Fabbri 
Johnny Palomba 
Marinella Guatterini

Il Corpo, lo Spazio, il Tempo, l’Uomo, la Società: sono solo alcuni dei temi che si intrecciano nel Romaeuropa Festival 2008. Ogni spettacolo è un attivatore di discorso, spunto per analisi sul mondo, uno sguardo sul presente: l’Arte e la Creazione contemporanea sono anche momenti di relazione e di confronto tra comunità. Proprio per questo, gli incontri del Festival non sono “ritratti” degli artisti, ma spazi di discussione e riflessione, che prendono spunto dalla visione e dal vissuto dello spettacolo dal vivo. Abbiamo quindi invitato critici d’arte, sociologi, antropologi, semiotici, scrittori, poeti, musicisti ad osservare-leggere i singoli spettacoli e poi ad avviare una discussione - aperta e franca - sui temi, le suggestioni, le reti testuali dell’opera.
Hanno aderito personalità le più diverse, affascinate dall’idea di conversare - di fronte al pubblico del Romaeuropa Festival - con gli artisti. Da scrittori come Andrea Camilleri o Daniele Del Giudice a studiosi come Alberto Abruzzese o Paolo Fabbri, da compositori come Nicola Sani e Daniele Silvestri a critici come Leonetta Bentivoglio, Antonio Audino o Johnny Palomba. Ancora curatori e critici d’arte come Nicolas Borriaud o Luca Beatrice, pensatori del calibro di Giorgio Agamben e Umberto Galimberti o un attore straordinario come Willem Dafoe.
Che incontri saranno? Difficile dirlo a priori: sono appuntamenti al buio, in cui si può correre il rischio dell’incomprensione o dello scontro. Ma ci piace pensare ad ipotesi, chiavi di lettura inedite, prospettive inusuali, critiche o recensioni inattese, conversazioni libere, attuali, in cui il potere della parola, stimolato dalla visione della performance, possa vibrare in un vortice di novità.

 

Andrea Porcheddu, curatore

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