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ZTL - zone teatrali libere, rete di operatori teatrali indipendenti romani, nasce nel 2004 come nottola informativa, con l’intento di promuovere una realtà evidente ma non dichiarata: l’esistenza a Roma di un circuito di spazi e artisti che sostiene e produce la ricerca teatrale, in risposta a un sistema teatrale istituzionale poco permeabile. Un lavoro che avviene attraverso il riconoscimento reciproco, la discussione e l’aiuto, la messa in comune di servizi e saperi. Negli ultimi anni le strutture indipendenti hanno collaborato alla produzione di molti spettacoli del territorio, attraverso forme e modelli alternatvi di sostegno come l’utilizzo di sale prove e materiale tecnico a costo zero. Se così non fosse, diverse produzioni presenti nei principali festival teatrali non avrebbero avuto modo di nascere. Per questo oggi Ztl si riaggrega attorno a un nuovo progetto di produzione, dove per la prima volta pratiche e saperi del circuito indipendente si confrontano con il sostegno economico di un’istituzione come la Provincia di Roma.
La rete è oggi composta da quattro strutture: Angelo Mai, Santasangre / Kollatino Underground, Rialto Santambrogio, Teatro Furio Camillo, e una compagnia, Triangolo Scaleno membro fondatore. ZTL-pro sostiene la produzione di spettacoli di compagnie di ricerca di Roma e provincia. Nella propria struttura di riferimento ogni compagnia trova un sostegno economico, un supporto tecnico e organizzativo, fino al debutto nella stagione del Palladium e in apertura del Festival Teatri di Vetro. ZTL-pro curerà la distribuzione degli spettacoli prodotti per la stagione 2008-2009.
Angelo Mai
L’Angelo Mai è stato, dalla sua nascita, un centro di produzione i cui obiettivi, in accordo con la sensibilità contemporanea, hanno superato il concetto di singola disciplina. Alla base del laboratorio artistico sviluppato nel convitto di via degli Zingari e di quello che prenderà forma a Caracalla sta una impronta multidisciplinare in grado di combinare molti linguaggi in una lingua capace di parlare al presente. Alla base di tale impostazione c’è un lavoro continuo di monitoraggio sulle realtà territoriali e italiane che continuamente evolvono forme e discorsi. In questi anni di lavoro ospitare i processi produttivi del maggior numero possibile di artisti all’interno delle sale prove e dei teatri della struttura, ha significato conoscere e sviluppare una consapevolezza sulle linee dominanti della creazione contemporanea. Tale esperienza è alla base di quelle che saranno nel futuro le scelte produttive in progetti autonomi, di rete o istituzionali in cui l’Angelo Mai deciderà di investire le proprie risorse.
Rialtosantambrogio
Nel cuore di Roma, nell’ex-ghetto ebraico, il rialtosantambrogio svolge da sette anni attività culturali nella sede assegnata dal Comune di Roma in via di S. Ambrogio. Nasce come un’esperienza aperta a sperimentazione, innovazione e collaborazione sul campo culturale contemporaneo con un’attenzione particolare alla ricerca e alla contaminazione dei linguaggi, e alla fusione tra cultura e intrattenimento, per una fruizione più dinamica e accessibile, e che consente una maggiore eterogeneità di pubblico e di età.
Numerosi sono stati gli eventi che hanno animato i due piani della sede, polifunzionali e interattivi, dal teatro alla danza, dalla musica dal vivo al dj set, dalle istallazioni alle mostre, dalle performances alle presentazioni di libri, convegni e seminari.
Il Rialto svolge la sua attività in maniera indipendente, si avvale di numerose collaborazioni, privilegiando quelle con gli Istituti di Cultura stranieri, con operatori culturali e commerciali privati, e, su progetti specifici, con le amministrazioni locali.
Santasangre / Kollatino Underground
Santasangre è un progetto di ricerca artistica che nasce a Roma nei primi anni del 2000. Dal 2003 diviene compagnia residente al Kollatino Underground, centro di produzione culturale indipendente della periferia di Roma. Espressione di un collettivo eterogeneo per formazione e personalità, Santasangre inizia il proprio percorso con la volontà di indagare quello spazio vuoto, quella frattura che esiste oltre il linguaggio definito. Attraversare nuove forme e diversi contenuti, avviare processi di contaminazione espressiva lungo un asse trasversale capace di toccare i più significativi linguaggi artistici e performativi come il video, la musica, il corpo e l’estetica degli ambienti.
La necessità che diviene il motore del lavoro di Santasangre si spinge al di là di ogni esperienza complementare per concretizzarsi in un azzardo di linguaggi ampliati, sincretici e sovrapposizioni di segni. La linea che sempre distingue la progettualità di Santasangre, sia artistica che organizzativa, si articola in una direzione di interferenza con il presente, nelle infinite possibilità che il linguaggio artistico possiede.
Teatro Furio Camillo
Da magazzino di un panificio avventurosamente adattato a piccola sala di periferia, il Teatro Furio Camillo è diventato negli ultimi 10 anni il punto di riferimento obbligato per artisti e spettatori del teatro e della danza di qualità su Roma.
Con la direzione de L’Archimandrita si è costituito come una risposta concreta alla fame di spazi della rappresentazione proveniente dal basso, un luogo di scambio e incontro reale fra artisti, spettatori, operatori.
Fin dal 1997 avere un’identità precisa non è stato solo un ideale di coerenza e purezza, ma anche la strategia migliore per emergere nel magma indif- ferenziato di una città come Roma.
L’ulteriore passo da compiere è specializzarsi ancor di più, rafforzare la nostra identità, essere riconoscibili. La scelta della danza arriva a questo punto come inevitabile. L’ultima scommessa del Teatro Furio Camillo è diventare il primo centro a Roma dedicato alla nuova danza e ai linguaggi del corpo.
La produzione di compagnie e spettacoli, la promozione di rassegne e iniziative, la formazione di operatori e pubblico in questo settore colmano un vuoto di un settore penalizzato da politiche culturali miopi.
La strategia è sempre la stessa: investire sull’arte attraverso un lavoro capillare radicato nel tessuto sociale urbano, mantenere inalterato il livello di proposta culturale, agire con un progetto continuo e costante di trecento giorni all’anno per novanta spettatori al giorno.
