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Rievocazione divertita e disperata di quell’unico esempio di teatro “nazionale” siciliano che fu il teatro dei pupi, epopea stracciona e stupefacente dei paladini di Francia, dove il mastro-puparo, i pupi, le storie, i deliri, suoi e del pubblico degli appassionati, formavano uno scenario invisibile. Lo spettacolo scritto da Salvo Licata e Mimmo Cuticchio, vuole cogliere questo insieme compatto, nell’istante in cui si profila il declino, nella Palermo invasa dai soldati americani nell’immediato dopoguerra. Negli anni cinquanta l’opra avrebbe continuato poi a vivacchiare tra gli stenti in sofferta promiscuità con il cinematografo di piazza: i maestri-pupari si arrendevano via via ad acquistare un proiettore e un telone, per girare tra paese e borghi come cani famelici. In qualche luogo riuscivano ad aprire temporaneamente anche un teatrino. Negli anni sessanta la televisione diede il colpo mortale.
Mimmo Cuticchio (1948) è il più importante erede della tradizione dei cuntastorie e dell’arte del teatro dei Pupi siciliani. Nel 1973 apre a Palermo il Teatro dei Pupi Santa Rosalia. Nel 1977 fonda l’Associazione figli d’Arte Cuticchio, che accorpa la compagnia omonima, nel cui cammino si inseriscono il Festival annuale “La Macchina dei Sogni”, giunto alla ventesima edizione, la prima Scuola per pupari e cuntisti, “Una tradizione in viaggio”, e spettacoli di grande fascino e successo come La spada di Celano, Visita guidata all’Opera dei pupi, L’urlo del mostro, La storia di Manon Lescaut e del Cavaliere des Grieux, Macbeth per pupi e cunto e Don Giovanni all’Opera dei pupi.
*Il costo inferiore è riservato agli studenti universitari che acquistano la formula “Teatro 30 e lode”

di
Salvo Licata e
Mimmo Cuticchio
con
Mimmo Cuticchio,
Giacomo Cuticchio,
Fulvio Verna
scene e costumi
Pippo Miraudo
luci e fotografia
Marcello D'Agostino
regia
Mimmo Cuticchio