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Tratto da “Il romanzo di Ferrara” di Giorgio Bassani, che include il notissimo “Il giardino dei Finzi Contini”, lo spettacolo si propone come una sintesi scenica che offra un colpo d’occhio complessivo sulla Ferrara - dal 1938 all’immediato dopoguerra - fatta rivivere nei costumi, nelle abitudini e nelle canzoni dell’epoca. E soprattutto nella tragedia per cui dei 183 ebrei ferraresi deportati ne tornò soltanto uno. Da questo “uno”, che Bassani chiama Geo Josz nel racconto “Una lapide in via Mazzini” sulla quale il suo nome compare fra quelli dei morti, partirà in flashback il racconto degli eventi. Dalla prospettiva del dopoguerra rivivono gli strazianti ricordi del periodo precedente, durante e dopo il 1938 delle famigerate leggi razziali. Concepito quasi in stile da oratorio, evocando scene e situazioni di palpitante drammaticità, lo spettacolo nasce da un progetto che include laboratori e approfondimenti e porta in scena una compagnia di 15 attori.
Piero Maccarinelli prosegue con Artisti Riuniti il fortunato percorso di contaminazione tra letteratura e teatro portando in scena il capolavoro di Giorgio Bassani, grazie all’adattamento di Tullio Kezich.
*Il costo inferiore è riservato agli studenti universitari che acquistano la formula “Teatro 30 e lode”

di
Tullio Kezich
da
Giorgio Bassani
regia
Piero Maccarinelli
una produzione
Artisti Riuniti
in collaborazione con
ETI (Ente Teatrale Italiano),
Fondazione Romaeuropa
con la collaborazione scientifica e il sostegno di
Fondazione Giorgio Bassani,
Accademia Silvio D’Amico,
Centro Sperimentale di Cinematografia,
DAMS