Compagnia del Natana Kairali

KUTIYATTAM: IL RICONOSCIMENTO DI ŚAKUNTALĀ

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13, 14, 15, 16 novembre, ore 20.30


PALLADIUM

Un’arte scenica millenaria, il kutiyattam, e uno dei capolavori del teatro classico indiano si fondono nell’allestimento presentato da Natana Kairali de Il riconoscimento di Śakuntalā di Kālidāsa.
Dichiarato dall’Unesco il 18 maggio del 2001 “patrimonio orale e immateriale dell’umanità”, il kutiyattam è l’unica forma di teatro in sanscrito sopravvissuta fino ai giorni nostri: una tradizione iniziata nel IX secolo, mantenuta viva anche grazie a Natana Kairali, un centro per le arti sceniche di cui fanno parte attori, danzatori, registi, coreografi, marionettisti, truccatori, scenografi, musicisti, e che oltre a produrre spettacoli organizza un festival internazionale e corsi di studio.
Il suo approccio ai classici del teatro in lingua sanscrita punta a riprodurre la magia di una recitazione altamente stilizzata, di una gestualità che fonde mimo e danza, di costumi, di trucchi e maschere i cui colori simbolici -il volto dipinto di verde per esempio è il tratto distintivo dell’eroe- sono ancora ottenuti con tinte vegetali. È un mondo fantastico in cui lo spettatore è trascinato anche grazie alla musica, eseguita naturalmente con gli strumenti della tradizione indiana.
Centro del repertorio del Natana Kairali è Il riconoscimento di Śakuntalā che narra gli antefatti del “Mahabharata”. Ma se quest’ultimo è il grande poema epico indiano, il lavoro successivo di Kālidāsa invece è un evocativo dramma dell’oblio d’amore, intessuto in una narrazione dove i simboli intrecciano i diversi piani del racconto.
A causa di un maleficio la fanciulla semidivina Śakuntalā è dimenticata dal suo innamorato, il re Dusyanta. Disconosciuta e umiliata dal sovrano da cui aspetta un figlio -diventerà Baharata, il padre degli eroi dell’eponimo poema epico- lei si rifugia in cielo e neppure l’anello del riconoscimento, che farà riacquistare al re il ricordo di lei riuscirà a riunire i due amanti. Altre prove li aspettano.
Tra i primi classici indiani a essere tradotto nelle lingue europee fin dal Settecento, “Śakuntalā” affascinò Goethe, e la malia di questo testo si propagò alle generazioni del romanticismo e della decadenza, fino a quando nel Novecento il suo esotismo ha debordato in una trasposizione nel teatro d’opera.

Fondata da Gopal Venu nel 1975, la compagnia indiana Natana Kairali si è imposta negli anni come uno degli artefici della rinascita di forme artistiche come il teatro Kutiyattam e la danza femminile Mohiniattam. Ospite del seminario World Theatre Project, è fra i pochi depositari di un’arte millenaria, dichiarata dall’UNESCO Capolavoro del Patrimonio orale e immateriale dell’umanità: i suoi componenti hanno ricevuto l’insegnamento del più grande maestro di questa arte, Guru Ammannur Madhava Chakkyar, vera e propria leggenda vivente. Venu, attuale direttore di Natana Kairali, e per lungo tempo attore, si dedica oggi alla scrittura e alla messa in scena.

 
TeatroINDIA
  • tratto da Abhijñānaśakuntala di Kālidāsa
    diretto da Gopal Venu
    interpreti Kapila Venu, Aparna Parameswaran, Nithya Krishnan, Sooraj Thekkepattath Raman Nambiar, Ranjith Ramanchadran, Rajanesesh Babu
    musicista Talam Nirmala Gopalan Nair Venu
    tamburi mizhavu e idakka Rajeev Padiparampil, Kizhakenambiar Madom Parameswaran Chakyar Narayanan Nambiar, Hariharan Alikkil Narayana Guptan, Padinjare Parangodath Unnikrishnan
    trucco e costumi Haridas Araya Kalarikkal
    produzione Interarts Riviera SA
    tour management Scènes de la Terre, Chantal Larguier

    con il patrocinio di Ambasciata dell'India in Italia


 

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