Adapting for distortion
while going to a condition
Danza, arti visive, tecniche digitali, mimo. Innumerevoli potrebbero essere le definizioni adatte al mondo di Hiroaki Umeda: giovane e talentuoso folletto giapponese, oscillante tra diverse e spesso opposte dimensioni espressive contemporanee.
Non si era mai interessato troppo alla danza prima dei vent’anni, scegliendo di frequentare i corsi di fotografia all’Università Nihon di Tokio. E danza e fotografia sono le tecniche alternative per fermare o scatenare il movimento. Quando l’amore per la danza è esploso, neanche a dirlo ha seguito corsi di balletto classico e di hip hop. Nei suoi lavori, oltre alla coreografia, cura praticamente tutto: scene, luci, costumi e suono, mostrando una notevole destrezza nel saper sfruttare in maniera originale le tecnologie digitali. Tuttavia sarebbe difficile definirlo uno scenografo, un costumista, un compositore e così via. Piuttosto appare una figura composita tra il sensibilissimo, certosino designer e il deus ex machina di spettacoli dove tutte le componenti formano un unicum di coerente compattezza. L’”atmosfera Umeda” si presenta dunque minimalista e radicale, depurata da ogni significato o pretesa narrativa e profondamente astratta. Non di meno, come dice lui stesso, i suoi lavori si occupano della permanenza dell’umano nell’epoca del trionfo della tecnologia.
while going to a condition del 2002 è una delle sue coreografie di maggiore successo che meglio rappresenta gli ossimori di Umeda: musica fatta di rumori danzanti, il silenzio opposto a questi rumori, la stasi contro il moto veloce, una scenografia di luce che si articola per linee rette al cui interno il movimento è curvilineo e irregolare. Con Adapting for distortion invece siamo di fronte a una nuova creazione di Umeda che debutterà in prima assoluta a Romaeuropa prima di giungere al Festival d’Automne: testimonianza dell’evoluzione di un artista irrequieto dopo la sua residenza a Chaufferie, lo spazio creativo di Philippe Decouflé, altro folletto della danza, stavolta francese.
Coreografo e interprete dal linguaggio fisico molto deciso, quasi “hip hop” Hiroaki Umeda per le sue creazioni usa spesso proiezioni e luci per definire lo spazio, con un’estetica molto tecnologica. Definisce i suoi lavori al contempo minimali e radicali, delicati e violenti, molto vicini alle radici giapponesi. Ha studiato fotografia e informatica, e a vent’anni ha cominciato gli studi di danza classica, contemporanea e hip hop per poi dedicarsi totalmente alla ricerca del suo stile personalissimo. Nel 2000 ha fondato la compagnia S20 e nel 2007 è stato tra i protagonisti di J-Dance Special 07, rassegna dedicata alla danza giapponese nell’ambito del Romaeuropa Festival.
è uno spettacolo presentato nell’ambito del festival europeo
TEMPS D’IMAGES 2008

Adapting for distortion
coreografia e danza Hiroaki Umeda
suono S20
ideazione immagini Hiroaki Umeda
video S20, Bertrand Baudry
produzione Le Studio/Le Manège - Scène Nationale Maubeuge, Romaeuropa Festival 2008, S20
while going to a condition
coreografia e danza Hiroaki Umeda
suono e immagini S20
produzione S20
con il patrocinio di Istituto Giapponese di Cultura