La Storia del Festival

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Prezzo

  • Poltronissime e Poltrone I:

    35 euro (intero)
    30 euro (ridotto)

    Poltrone II e Galleria fila 29/30/31:

    28 euro (intero)
    25 euro (ridotto)

    Galleria dalla fila 32:

    20 euro (intero)
    18 euro (ridotto)

    Formula 4: 16 euro
    Formula 9: 13 euro

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Akram Khan

THIRD CATALOGUE

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14 NOV ore 20.30


AUDITORIUM CONCILIAZIONE

Prima Nazionale
Un potente guerriero, un cantore di storie ancestrali, uno strumento del ritmo: sono molte le sembianze e i volti che Akram Khan assumerà in Third Catalogue, ultimo episodio della sua trilogia sui miti indù di cui fanno parte Polaroid Feet e Ronin. Se infatti il coreografo anglo-indiano si è imposto come una delle personalità della nuova danza europea, lo deve a un linguaggio coreografico personalissimo sviluppato dal kathak, antica danza dell’India del Nord di cui è considerato uno dei maggiori interpreti occidentali.
E Third Catalogue è la prima occasione a Roma di vedere Khan in una coreografia di kathak tradizionale, dove si narrano le vicende di Abhimanyu, l’eroe della saga epica Mahabharata che ancora nella pancia della madre apprende come penetrare, ma non uscire, nella “chakravyuha”, inespugnabile falange di guerrieri dell’esercito avversario. Una volta entrato in una “chakravyuha”, rimane isolato dai compagni e soccombe alla moltitudine in una lotta che lo vedrà però vincitore di molti dei nemici più animosi.
Una narrazione di lungo respiro, con inarrestabili crescendo, pause, sfrenate accelerazioni e delicate lentezze, fatta di colori bruniti e suggestioni orientali: Khan avrà la forza del guerriero e la gentilezza di una farfalla, dialogando sulla scena con un esemplare quartetto di musicisti grazie al ritmo dei sonagli che porta attorno alle caviglie, secondo la tradizione indiana.
Diviso in due parti, nella prima lo spettacolo comprende una serie di assolo di Khan, nella seconda una coreografia di Kumudini Lakhia, uno dei maggiori artisti indiani di kathak.

Akram Khan è nato 33 anni fa nella periferia di Londra da una famiglia del Bangladesh. É il coreografo più applaudito della sua generazione nel Regno Unito. Ha attinto al repertorio tradizionale indiano del kathak per fonderlo con la danza contemporanea occidentale. Un affascinante intreccio tra due linguaggi coreografici diversi di cui Akram Khan offre una sintesi assolutamente unica. Per tre volte, dal 2002 è stato tra i protagonisti del Romaeuropa Festival: nel 2006 accanto a Sylvie Guillem con Sacred Monsters.

Corealizzazione a Roma:
Romaeuropa Festival 2007, Accademia Filarmonica Romana e Auditorium Conciliazione

*Il costo più basso è riferito all’acquisto dell’abbonamento Formula9

messa in onda su RomaeuropaTV 19 NOV

 
DANZADurata: 120 minuti con intervallo con sottotitoli in italianoLONDRA - MUMBAI
  • Direzione artistica e danza
    Akram Khan

    Costumi
    Tony Aaron Wood

    Luci
    Aideen Malone

    Scenografie
    Illur Malus Islandus

    Musicisti
    Mohamad Yusuf Mahmoud, tabla
    Faheem Mazhar, voce
    Alies Sluiter, violino
    Baluji Shrivastav, sitar
    Coordt Linke, mridanga

    Direttore Tecnico
    Fabiana Piccioli

    Con questo progetto Akram Khan conclude la sua esperienza di Associate Artist al South Bank Centre

    Guarda il sito di Akram Khan


 

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