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| Ensemble Nederlands
Dans Theater I WHEREABOUTS UNKNOWN Coreografia Jirí Kylián Musica Arvo Pärt, Anton Webern, Steve Reich, Charles Ives, Michael de Roo Scenografie e luci Michael Simon Costumi Joke Visser START TO FINISH Coreografia Paul Lightfood Musica Henry Purcell, Thomas Tollet, Tommaso Albinoni, The Cramberries, Georg Friederich Händel Palcoscenico Paul Lightfood Costumi Sol León Luci Tom Bevoort BELLA FIGURA Coreografia Jirí Kylián Musica Lukas Foss, Giovanni Battista Pergolesi, Alessandro Marcello, Antonio Vivaldi, Giuseppe Torelli Scenografia e luci Jirí Kylián Realizzazione tecnica Tom Bevoort Costumi Joke Visser Direttore artistico del Nederlands Dans Theater dal 1978 al 1999, anno in cui cede la carica a Marian Sarstädt, conservando per sé quella di consulente, Jirí Kylián è uno dei maggiori coreografi viventi. Il suo linguaggio che pure ha radici profonde nella danza classica, ha sempre conservato la libertà di giocare e percorrere molteplici traiettorie, siano esse indirizzate verso la danza contemporanea che verso quella tradizionale o rituale. «umanista e mai moralista», come sottolinea Vaccarino, Kylián ha creato opere che hanno suscitato, ogni volta, nuova meraviglia e stupore: il corpo ed il movimento, sottratti a qualsiasi grammatica definita, ma ancorati ad una assoluta disciplina, lasciano emergere storie e immagini in un affascinante racconto dell’anima, E così, Whereabouts unknown, coreografia di apertura del programma romano, che deve il nome al termine tecnico usato per indicare dipinti persi o rubati, si pone come interrogativo sull’esistenza, domanda su un luogo sconosciuto, che è l’anima. Cosa e dove è stato perso? In quale nascondiglio si trova? Quale strada percorrere per andare dove si deve andare? Lo sguardo di Kylián che va indietro nel tempo, verso le radici della storia e della danza - in realtà dell’uomo -, crea un drammatico cortocircuito quando l’evocazione della cultura aborigena si pone e si sustanzia accanto alla rappresentazione di quella contemporanea, travagliata e irrisolta, relegata, fisicamente, in una sezione di palco inclinato lateralmente, quasi fosse stato divelto. Antiche vestigia dell’umanità ed interrogativi destinati a rimanere senza risposta animano un movimento che respira la musica, quella italiana di Vivaldi, Pergolesi, Torelli fra gli altri: Bella figura è una incursione del sogno nella vita, confine tra purezza ed erotismo, realtà e finzione. Il palcoscenico è percorso da angoli di luce che svelano di volta in volta, complice un gioco di sipari, scene di grande sontuosità visiva, capaci di tracciare un cammino verso la liberazione attraverso una progressiva spoliazione dalle convenzioni. Infine, Start to finish, firmato da Paul Lightfood, primo ballerino della compagnia e cresciuto artisticamente con Kylián, traccia con disincanto la moderna vita di coppia, fatta di un amore assuefatto ed anestetizzato dalla passiva visione di programmi televisivi che conduce, a poco a poco, alla incomunicabilità e solitudine, tappe di un isterico e possibile calvario. |
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