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Evento Rassegna stampa Danza contemporanea inglese |
Coreografia Jonathan
Burrows Danzatori Jonathan Burrows Group: Jonathan Burrows, Lynne Bristow, Deborah Jones Musiche composte ed eseguite da Matteo Fargion Cortometraggio Adam Roberts Costumi Joe Casely - Hayford Luci Peter Mumford Very, quarta produzione del gruppo fondato dal danzatore solista del Royal Ballet, Jonathan Burrows, si qualifica come il secondo capitolo di una analisi dei rapporti di coppia nella società contemporanea. Se nel primo Stoics del 1991 uomini indifferenti umiliavano con gelido piacere le compagne, ora i ruoli sono capovolti, e la danza si fa sempre più spigolosa e dura. Rifuggendo da una visione rassicurante, con un linguaggio in cui la fluidità del gesto di matrice “classica” è trattata quasi con violenza ed i movimenti sono volutamente rigidi mentre i passi diventano pesanti, Burrows svela le contraddizioni di una società conservatrice: le donne lottano con l’uomo e gelide, lo ridicolizzano annientandone la virilità. Alla fine, emergono trionfanti, ma la solitudine impera, diventando incolmabile. Le note romantiche composte appositamente ed eseguite dal vivo da Matteo Fargion, stretto collaboratore del coreografo, sono continuamente messe in scacco dalla violenza delle relazioni, e si pongono quindi come un orizzonte di utopia o di sogno, comunque inaccessibile. Allo stesso modo in cui, di fronte al cortometraggio di Adam Roberts, che spia i ballerini da dietro una porta, si rimane passivi spettatori di un disagio generazionale. |
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