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Cartellone 1995
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PIANO SOLO
Giardino del Museo degli Strumenti Musicali,
18 luglio 1995
Pianoforte Philip Glass
Musica Philip Glass (Opening, 1981; Wichita Vortex Sutra, 1988; Five Metamorphoses,1989; SixEtudes, 1994; Anima Mundi, 1991; Satyagraha, 1981)
In collaborazione con Stet
Durata 105 minuti
Intervallo 15 minuti

Philip Glass, al suo pianoforte, ripercorre alcuni dei brani più significativi della sua ricerca musicale, dall’articolazione minima del suono, asciugata e deprivata, al recupero di un più ampio respiro “narrativo”: da brani originali per pianoforte a riarrangiamenti di composizioni strumentali e per organo, Philip Glass presenta il suo percorso attraverso il suono e la composizione, ormai ventennale. E se Opening è stata scritta per la prima registrazione dei CBS Masterwork, e la contemporanea Satyagraha (seconda opera della trilogia che comprende anche Akhnaten e Einstein on the beach) è incentrata sul tema della non violenza con chiaro riferimento alla vicenda politica ed umana del Mahatma Gandhi, Wichita Vortex Sutra (1988) ha la sua origine nelle letture di Allen Ginsberg - a cui faceva da accompagnamento - per poi diventare, solo in un secondo tempo, parte dell'opera Hydrogen Jukebox.
E poi, a chiara esemplificazione di una strada musicale che, nel corso degli anni ottanta, recupera la frase e la costruzione musicale, Glass interpreta Five Metamorphoses, cinque brani dalla più varia origine - alcuni composti per A thin blue line, un film di Errol Morris, altri per la messa in scena delle Metamorfosi di Kaflka con la regia di Gerald Thomas (San Paolo del Brasile) -, accanto ai SixEtudes, omaggio al cinquantesimo compleanno del direttore d'orchestra Dennis Russell Davies e ad Anima Mundi, dal film di Godfrey Reggio, e prodotto dal WWF.