|
|||
| Coreografia ed interpretazione
Bill T. Jones Disegno luci Robert Wierzer Costantemente al centro di polemiche per spettacoli radicalmente iconoclasti, per l’impegno sociale e le scelte tematiche delle sue creazioni, Bill T. Jones ha sempre rivendicato: «Sono nero, gay e sieropositivo». Dalla morte di Aids nel 1988 del suo compagno di lavoro e di vita, Arnie Zane, la sua danza ha assunto ancora di più una connotazione di lotta contro l’emarginazione e il razzismo, facendo della diversità il suo vessillo. a 47 anni sembra tuttavia aver frenato la sua rabbia per approdare in un universo più intimo e sentimentale. Decide quindi di “prendersi un respiro”, citando il titolo, di tornare cioè da solo sul palco, come agli esordi della carriera, e di danzare per sé, di creare unicamente per il suo corpo, quasi a voler ritrovare le ragioni profonde del suo essere artista. Lo spettacolo si divide in tre sezioni senza soluzione di continuità, a cominciare da Some Schubert song, ispirato ai lieder del compositore austriaco e ai musicisti romantici, poiché, sostiene Jones, «parlano con il cuore in mano e compongono con poca ironia e nobili idee». Nella coreografia si inserisce anche un doppio Jones, una sagoma nel video Ghost catching: a virtual dance installation, realizzato da Paul Kaiser e Shelley Eshkar applicando dei sensori sul corpo del danzatore. In TBA (sic) rielabora alcuni dei suoi primi assoli, come 21 e Floating the tongue, con nuove sequenze sulle note di Theolonius Monk e di Ionization di Edgar Varèse, mentre per l’ultima sezione collabora con un cineasta del calibro di John Mekas, che crea il paesaggio virtuale di un giardino trasformato in bosco con rami d’oro e d’argento: Gardening in the age of anxiety è una riflessione sulla sua carriera, sul lavoro svolto sul proprio corpo e sulla compagnia, di cui, come spiega la canzone iniziale composta dallo stesso Jones, il giardinaggio è una calzante metafora: «Stiamo costruendo il Paradiso, scavando, piantando, innaffiando, togliendo le erbacce, guardando, pensando, ricordando…». |
|||