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Evento Schumann, Chopin Debussy, Granados, Mompou, Stravinskij |
RECITAL DI ROBERTO COMINATI
(pianoforte) Musica Claude Debussy (Suite Bergamasque: Prélude, Menuet, Clair de Lune, Passepied), Isaac Albéniz (Iberia - 2° Libro: Rondeña, Almería, Tirana), Bela Bartók (Suite op. 14: Allegro, Scherzo, Allegro molto, Sostenuto), Maurice Ravel (Le Tombeau de Couperin: Prélude, Fugue, Forlane, Riguadon, Menuet, Toccata) Palazzo Farnese, 18 luglio RECITAL DI ROSA TORRES PARDO (pianoforte) Musica Claude Debussy (Estampes: Pagodes, La soirée dans Grenade, Jardins sous la pluie), Enrique Granados (La Maja y el Ruiseñor, El Amor y la Muerte), Federico Mompou (Cants Magics), Igor Stravinskij (Tre movimenti da Petruschka: Danse russe, Chez Petruschka, Semaine grasse) In collaborazione con Ambasciata di Spagna Palazzo Farnese, 21 luglio RECITAL DI JEAN CLAUDE PENNETIER (pianoforte) Musica Robert Schumann (Papillons, 3 Phantasiestücke op. 111, Kinderszenen op. 15), Frederic Chopin (Barcarola op. 60, 3 Notturni op. 15, Polacca – Fantasia op. 61) In collaborazione con Ambasciata di Francia Palazzo Farnese, 22 luglio Il pianoforte è il protagonista del secondo appuntamento con i Solisti a Romaeuropa, dopo la precedente serata a Villa Medici che aveva visto esibirsi Roman Vlad e Michiko Hirayama, Hélène Mercier e Ana Maria Vera, Anne Gastinel e Roger Muraro. Il giovane e già molto apprezzato pianista italiano Roberto Cominati (Napoli, 1969) ha proposto una selezione di compositori (tutti operanti fra Ottocento e Novecento) in un programma caratterizzato, allo stesso tempo, da una vena di nostalgia per il passato e da una ricerca attraverso le tradizioni musicali. E così accanto al Debussy che scrive Suite Bergamasque (1890) ispirandosi ai versi di Verlaine Clair de lune ed alla musica per clavicembalo del Seicento e Settecento, il pianista ha interpretato la scrittura virtuosistica di Iberia (1906) di Albéniz che vive dei ricordi dell’Andalusia e delle sue canzoni popolari. E mentre gli studi sui canti ungheresi e la tradizione araba sono sensibilmente presenti in Suite op. 14 (1916) di Bartók, Le Tombeau de Couperin (1917), omaggio di Ravel agli amici morti in guerra, presenta una rivisitazione in chiave moderna della forma strumentale francese “tombeau” del XVII secolo. La rivoluzione tonale che sconvolse le regole musicali all’inizio del Novecento è al centro del recital pianistico di Rosa Torres Pardo. Anche nelle musiche di cui essa si fa interprete emergono i riferimenti alla tradizione come principio di evoluzione: Claude Debussy e la cultura orientale, con Estampes (1903); Enrique Granados, la pittura di Goya ed i concerti pianistici dell’Ottocento con Goyescas (1909-13); Federico Mompou e le melodie iberiche con Cants Magics (1919); Igor Stravinskij e gli spettacoli di marionette con Petruschka. Jean-Claude Pennetier esegue invece le composizioni della grande tradizione romantica: Robert Schumann, per il quale il pianoforte diventa mezzo di espressione di un’intimità sofferta, e Frederic (o Fryderyk) Chopin, il più solitario (e per questo le sue conquiste dovettero essere nuovamente ripercorse dai posteri) ed il più consapevole dei compositori per pianoforte, il quale creò i suoi brani con la coscienza che un breve preludio pianistico di poche battute potesse valere più di una macchinosa sinfonia per grande orchestra. |
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