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| Regia Peter Sellars Testo Testo originale di C.F. Ramuz totalmente rielaborato da Gloria Enedina Alvarez Musica Igor Stravinskij Scene Gronk Costumi Gabriel Berry Disegno luci James F. Ingalls Coreografia Donald Byrd Produttore Diane J. Malecki Direttore di palcoscenico Elizabeth Burgess Direzione musicale Grant Gershon Ensemble Avanti! Chamber Orchestra Interpreti (attori) Lupe Ontiveros (narratore), Alex Miramontes (soldato), Omar Gómez (Diavolo), Tiana Alvarez (principessa) Interpreti (musicisti) Jyrki Hiilivirta (controbbasso), Sami Koskela (percussioni), Kari Kriikku (clarinetto), Valtteri Malmivirta (trombone), Pasi Pirinen (cornetta), Jussi Särkkä (fagotto), Hannu Vasara (violino) Staff di produzione Direttore di produzione Kevin Higa Direttore di compagnia Julia Carnahan Supervisore guardaroba / assistente direttore di palcoscenico Loren Bevans Ingegnere audio Antti Murto Aiuto regia Pete Galindo Recitato in inglese e spagnolo con sovratitoli Questa produzione è stata commissionata e presentata dal Los Angeles Philarmonic nel gennaio e settembre 1999 Mescolando diversi tipi di linguaggi musicali, dall’impressionismo al politonalismo dal jazz alla musica da cabaret, Stravinskij compose l’Histoire du soldat su libretto di Ramuz nel 1917, mentre era in esilio a Ginevra: l’opera, pensata per un’orchestra di soli sette elementi e per essere realizzata con mezzi ridotti su qualsiasi tipo di palcoscenico, si presenta dunque come la fusione fra una nuova idea di teatro e la musica “moderna”. Affascinato dall’energica musica del compositore, in grado anche di inglobare la cultura popolare, e dalla dimensione “democratica” della sua opera, per l’uguale spazio lasciato a tutte le sue componenti, Peter Sellars affronta l’Histoire du soldat mettendo l’accento sull’aspetto sociale e politico e avvicinandola alla situazione della East Los Angeles, dove una buona percentuale della popolazione è emigrata dai paesi del sud America. Se infatti le note scritte da Stravinskij non subiscono variazioni nell’interpretazione musicale dell’ensemble finlandese Avanti!, il regista lavora profondamente sul testo proprio con la comunità dei Latinos, affidando le parti a non attori e facendo riscrivere il testo di Ramuz dalla poetessa chicana Gloria Enedina Alvarez. La vicenda è dunque trasportata ai giorni nostri, ed un emigrato in America da El Salvador, di ritorno dalla guerra in Kosovo, veste i panni del soldato protagonista: il diavolo lo tenterà con le predizioni delle quotazioni di borsa, mentre la principessa, che gli darà figli di diverse razze, è la figlia del presidente del Messico. L’allestimento è semplice, come nell’originario progetto di Stravinskij, ed è affidato al celebre graffitista Gronk, che realizza numerosi fondali dipinti ed un siparietto che scorre su ganci per dividere ogni sequenza. Nella rilettura di Peter Sellars, The story of a soldier diventa quindi una storia emigrazione e di sradicamento culturale, in cui l’atto stesso della messinscena si trasforma in un vero e proprio rito comunitario. |
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