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Cartellone 1992
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LA SABBIA DEL SONNO
Azione per musica e film in forma di concerto

Teatro Vascello, 13 luglio 1992

Evento
Rassegna stampa

La sabbia del sonno
Seduzione sonora della Sicilia
Ideazione e regia Roberto Andò
Collaborazione alla drammaturgia Enrico Stassi
Musiche e canti popolari Elsa Guggino, Enrico Stassi, Girolamo Garofalo, con la partecipazione di Sabrina Giuliani (viola)
Musiche per viola sola Aldo Bennici, Luciano Berio, Marco Betta
I suonatori di Palermo Liberto Canino (mandolino), Carmelo Di Gregorio (chitarra), Salvatore Rizzo (violino)
I carrettieri di Villabate Ignazio Dominici, Nino Geraci
I lamentatori di Montedoro Rosario Randazzo (I voce),Calogero Randazzo (II voce),Angelo Randazzo (III voce), Giuseppe Pace, Salvatore Randazzo (basso), Franco La Piana (tromba), Angelo Nobile (tamburo)
Banda Musicale di Ciminna A.c.a.m. “Giuseppe Verdi” (M° Francesco Frangipane, direzione)
Impianto scenico Fabrizio Lupo
Disegno luci Giuseppe Calabrò
Aiuto regista Fiorenza Ippolito
Direzione tecnica Renzo Milan
Consulenza etnomusicologica Elsa Guggino, Girolamo Garofalo

IL FILM
Realizzazione C.L.C.T.
Fotografia Angelo Strano
Organizzazione Giovanni Massa, Sergio Gianfalla
Con Gaspare Cucinella, Fortunato Giordano
Operatori Liberale Garofalo, Renato Galiano
Allestimento Nunzio LaVenuta
Macchinista Raffaele Ajovalasit
Attrezzista Riccardo Sapia
Trucco Lucia Mangiapane
Apparecchiature di proiezione Cinemeccanica Flachi - Palermo
Impianto fonico Trust - Palermo

Roberto Andò non vuole definirlo uno spettacolo, non c’è infatti rappresentazione, come non c’è la costruzione di una vicenda. È la Sicilia ad essere al centro della visione, tra immagini e musica. Su due schermi bianchi, in fondo al palco del Teatro Vascello, è proiettato il film il cui racconto, sui versi del poeta siciliano Lucio Piccolo, segue un viandante attraverso le strade di Palermo: il cinquecentesco palazzo dello Spasimo, un tempo lazzaretto; il santuario di Santa Rosalia ed i penitenti che in ginocchio salgono le scale; il convento di Montevergini, luogo del processo alla banda di Salvatore Giuliano; il Teatro Massimo con i suoi eterni restauri. Mentre scorrono le immagini, dal telone e dall’oscurità emergono le figure dei musicisti - dei lamentatori di Montedoro, dei carrettieri di Villabate, dei tanti suonatori della città - che ne raccontano la grande tradizione e le ferite ancora aperte. A questa musica popolare (Elsa Guggino ne è stata consulente), Roberto Andò aggiunge brani di Luciano Berio e Aldo Bennici creando un’«azione per musica e film in forma di concerto».
La sabbia del sonno
deve il suo titolo ad un verso di Lucio Piccolo, a cui è dedicato lo spettacolo.