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Cartellone 2004
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REBIRTH OF A NATION
Auditorium Parco della Musica,
20 ottobre 2004
A 21st century remix of D.W. Griffith Birth of a Nation
Di DJ Spooky That Subliminal Kid alias Paul D. Miller
Durata 80 minuti circa

Commissionato da The Lincoln Center Festival, Festival D’Automne à Paris, Spoleto Festival USA e Wiener Festwochen. Sostenuto da The American Center Foundation e Mass MOCA.
Co-realizzazione Romaeuropa Festival 2004, Accademia Nazionale di Santa Cecilia “Santa Cecilia It’s Wonderful”. Presentato da Temps d’Images

Rebirth of a Nation di Dj Spooky (Paul D. Miller), presentato per la prima volta ancora in fase di lavorazione nell’autunno 2002 e poi concluso grazie all’interessamento del Lincoln Center Festival, del Festival D’Automne à Paris e dello Spoleto Festival USA (a testimonianza della qualità e dell’interessante lavoro compiuto dall’artista) è una innovativa quanto coraggiosa riflessione e ri-lettura di quel capolavoro, ambiguo e controverso, che fu Birth of a Nation (1915), di David W. Griffith: sul regista americano, uno dei fondatori della cinematografia moderna e del cinema d’autore, cadde infatti la pesante accusa di razzismo poiché, la ricostruzione della storia americana che lì presentava, pendeva, senza alcuna verità storica, a favore della popolazione americana “bianca”, a discapito invece di quella afro, tratteggiata come violenta ed aggressiva secondo una visione artefatta ed irrealista. Dj Spooky riflette su questa icona contraddittoria e celebrativa dell’America, affiancandola ad una contro-narrazione che ne porta in superficie l’ideologia razzista. Mixa dal vivo inedite composizioni musicali, create appositamente per l’evento romano, con rielaborazioni delle immagini del film, i cui fotogrammi scorrono paralleli su tre grandi schermi. Opera una distruzione e una mistificazione del capolavoro griffithiano, attraverso l’uso di un linguaggio fatto di assemblaggi e di un serrato dialogo visivo-sonoro, che ne svela contraddizioni e falsità. Applica al video le tecniche del mixing e scratching, con rallentamenti, accelerazioni, stop, loop e sovrapposizioni di texture astratte che scompaiono e appaiono. Rebirth, non accolto con simpatia da molta critica cinematografica, vive di quella blasfemia, talvolta salutare e necessaria perché il dubbio torni ad essere impulso ad uno sguardo più attento e critico, sempre: «ho cominciato a lavorare subito dopo l’elezioni presidenziali del 2000, dopo aver visto i giochi sporchi che sono stati fatti sul voto», dice infatti Dj Spooky, e «questo film di propaganda mostra come la nascita del Ku Klux Klan abbia salvato il Sud, facendo fuori gli elettori neri che poi è quello che sta succedendo oggi».