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Evento Multimedia Rassegna stampa Ballets Russes Omaggio ai Ballets Russes |
PARADE Musica Erik Satie Coreografia Angelin Preljocaj Coreologo Dany Leveque Scene Aki Kuroda Costumi Hervé Pierre Luci Jacques Chatelet Realizzazione costumi Philippe Binot – Dominique Gay Ufficio studi Françoise Seguin Realizzazione scene Ateliers dell’Opéra di Parigi Direzione Françoise Sauval Danzatori Nataly Aveillan, Michel Barthome, Joël Borges, Claire Burnet, Franck Chartier, Phillippe Combes, Nadine Comminges, Carole Gomes, Sylvain Ground, Sarah Ludi, Roger Nilsson, Pénélope Parrau, Angelin Preljocaj, Tamar Shelef Commissione Opéra de Paris – Palais Garnier. Spettacolo creato in residenza al Théâtre la Passerelle, Gap Coproduzione Opéra Garnier, Théâtre National de la danse et de l’Image di Chateauvallon – Toulon Contributo alla creazione Fondation Paribas Adami LE SPECTRE DE LA ROSE Musica Carl Maria von Weber Coreografia Angelin Preljocaj Progetto musicale Marc Khanne Luci Jacques Chatelet Scenografia Angelin Preljocaj Costumi Philippe Binot – Dominique Gay Ufficio studi Françoise Seguin Realizzazione scene Ateliers dell’Opéra di Parigi Direzione Françoise Sauval Danzatori Nataly Aveillan, Sarah Ludi, Nadine Comminges, Phillippe Combes, Franck Chartier, Roger Nilsson Commissione Opéra de Paris – Palais Garnier. Spettacolo creato in residenza al Théâtre la Passerelle, Gap Coproduzione Opéra Garnier, Théâtre National de la danse et de l’Image di Chateauvallon – Toulon Contributo alla creazione Fondation Paribas Adami NOCES Musica Igor Stravinskj Coreografia Angelin Preljocaj Esecutori Choer Contemporain d’Aix-en-Provence. Percussions de Strasbourg Direttore Roland Hayrabedian Costumi Caroline Anteski Luci Jacques Chatelet Danzatori Nataly Aveillan, Joël Borges, Claire Burnet, Nadine Comminges, Franck Chartier, Phillippe Combes, Sylvain Ground, Sarah Ludi, Roger Nilsson, Tamar Shelef Commissione Biennale Nationale de la danse de Val de Marne Coproduzione Biennale Nationale de la danse de Val de Marne, Maison des Arts de Créteil, Théâtre National de la Danse et de l’Immage di Chateauvallon Alpha-Fnac, Arsenal Metz, Centre National des Arts d’Ottawa-Canada Contributo alla creazione Conseil Général du Val de Marne, Ministère de la Culture et de la Communication – Direction de la Musique et de la Danse (Fonds de promotion chorégraphique) Adami L’omaggio di Angelin Preljocaj ai Ballets Russes di Diaghilev non sfiora nemmeno da lontano il rischio di una acritica riproposizione del già fatto, ma guarda all’anima ed alla carica eversiva di queste storiche coreografie che egli rivisita con un linguaggio ed una grammatica propri. Tre le coreografie presentate: Noces nata nel 1923 su musiche di Igor Stravinskij e coreografia di Nijinska; Le spectre de la rose del 1911, ispirata ad una poesia di Téophile Gauthier, su musica di Weber e coreografia di Fokine; e Parade del 1917, con musica di Satie, coreografia di Massine e costumi di Picasso. Se in Parade, Preljocaj vuole rispettare l’originaria atmosfera circense con gli artisti pronti all’esibizione, con un impresario (impersonato dallo stesso Preljocaj) che non smette mai di urlare mentre invita il pubblico ad affrettarsi, con le grandi figure astratte che popolano lo sfondo bianco, con un quadrato rosso che segna l’entrata nell’arena, con le scene del giapponese Aki Kuroda ed i costumi fantasiosi di Hervé Pierre che scandiscono il divertito andamento secondo i più classici dei “numeri”, la rilettura di Le spectre de la rose invece, si muove su ben altri significati. Mentre infatti Fokine aveva immaginato un romantico ballo, nell’atmosfera sospesa del sogno, tra una ragazza e la rosa regalatale alla sua prima festa, Preljoacj trasforma la danza in un incubo dove il passo a due diventa una sorta di lotta in cui predomina un aspetto erotico violento ed il sogno “romantico” è relegato nel perimetro di un quadrato di garze nere, luogo di incontro fra due toreri e due donne. «Ognuno di noi ancora oggi nel sogno evoca fantasmi, sogna carezze proibite nel quotidiano ma vissute felicemente e in modo tranquillo perché giustificate dalla dimensione onirica», dice Preljocaj, «Nel balletto sviluppo tutto questo proponendo sulla scena due universi, quello interiore del sogno e quello esteriore del quotidiano, dimensioni che tuttavia si intrecciano continuamente. È come se fossero due balletti: in uno agisce una coppia, nell’altro due coppie. L’uno è il sogno dell’altro, l’uno desidera essere l’altro» (Corriere della Sera, 14 luglio 1993). Infine, per Noces, il coreografo evoca un’ambientazione balcanica dove le nozze si trasformano in una sorta di rito sacrificale, in cui la sposa è l’oggetto che, passando da una famiglia ad un’altra, perde irrimediabilmente la propria libertà: qui le nozze, dice il coreografo, mutano in una «strana tragedia». |
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