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Evento Rassegna stampa La musica di Ombra Ombra Caratteri |
Rassegna stampa «Non più schermi computerizzati, telematici, ma uno spazio molto chiuso, segreto. Prigioni di roccia continuamente invase da monitor che proiettano immagini contemporanee, metropoli invase dal traffico cittadino, istantanee che rievocano passioni “lorchiane”. Come la folle ebbrezza per la tauromachia. La drammaturgia dell’Ombra si alimenta dei versi del grande poeta spagnolo. Scolpiscono il ritratto di un uomo ossessionato dalla vita. […] Colpisce nella Fura dels baus il rigore estetico con il quale è stata composta l’opera, l’asprezza del disegno registico, volutamente intimista, implacabile nella sua austerità. Prevale però nell’Ombra la ricerca di un percorso sperimentale che coniuga le arti sceniche. Tappe di un cammino interattivo su cui prevalgono, prepotenti, in questo lavoro, i contenuti del verso lorchiano. Drammatici, poetici, affabili, violenti. Come lo sparo che si ode all’inizio della rappresentazione.[…]». (Carmela Piccione, La Fura del baus irrompe con passione di vita e misteri, Il Tempo, 11 ottobre 1999) «E poi Ombra, un’ora circa dedicata a Federico García Lorca, che si vuole qui scisso in tre persone o stati d’animo: Intimità (Federico), Pressione (García), Rottura (Lorca). Un giochetto un po’ meccanico e immotivato, tramato con tre diversi attori non facilmente distinguibili. E poi perché smembrare la personalità di Lorca in vari frammenti? Non si sa, anche perché ciò che viene declamato, e costituisce la partitura verbale dell’operazione, non dà modo di cogliere variazioni significative tali da rimanere colpiti dalla molteplicità degli stati d’animo. La scena, poi, anche se di pretese ipertecnologiche, non è bella, nel senso che manca di una visione armonica a largo respiro o particolarmente. Un muro da una parte, che vomita biglietti e corpi umani: e fin qui l’idea è anche è anche interessante». (Francesco Bernardini, Lorca fatto a pezzi, La Voce Repubblicana, 12 ottobre 1999) |
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