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Evento Rassegna stampa Su Nederlands 3 |
Rassegna stampa «Nederlands 3 […] fa sfoggio di cinque danzatori che dell’acquisita maturità, hanno saputo fare un dono, una consapevolezza importante. Espressivi e capaci di humour, sono Gérard Lemaitre, Sabine Kupferberg, Jeanne Solan, Martine van Hamel e Gary Christ. Scoprono personalità forti, tensione scenica costante, vigore nel comunicare, nello specchiare un nesso con le emozioni. E il programmo a più firme che Kylián ha scelto per loro li sa ritrarre, valorizzare, intensamente, come individui. S’è detto Oscure tentazioni:[...] mette in scena una donna bruna e muscolosa che si stacca come un’ombra, un simulacro, da una sagoma ritagliata sul fondo. Si descrive nello spazio in gesti aggressivi, gioca con pose morbide, accattivanti, riscrive con foga sensuale i confini del corpo, insegue storie di identità ambigua, femminilità che s’interroga su se stessa. L’apparizione, nella seconda parte, di due angeli custodi, uomo e donna, proietta sdoppiamenti, ricerche inesauste d’identificazione sessuale. Nocturne, di Martha Clarke, è uno straordinario monologo silenzioso sulla caducità della danza e dell’istante, sulla condanna della decadenza fisica, sulla solitudine dell’artista, sulle metafore ispirate dai polverosi e lunari cigni del balletto classico. In una filigrana di gesti strazianti, una ballerina a torso nudo, tutù svolazzante, volto incappucciato, scivola progressivamente verso un tramonto, una fine, una perdita assoluta di forza e controllo. E se delude Moonshine, di Christopher Bruce, che si offre, […] un viaggio stucchevolmente leggiadro di saltellanti pionieri americani, scorrono altre significative “oscure tentazioni” in Dämmerung, ancora della Clarke: duetto asciutto, ossessivo, potente, su un distruttivo rapporto di coppia. […] Svetta anche il secondo pezzo di Kylián, No sleep till dawn of day: corpi femminili ora drammatici ora ammiccanti, s’intrecciano e si espongono di fronte a una fila di sedie bianche, tra pose bloccate e evocazioni di movimenti animali, con catturante lentezza felina, sul flusso di una ninna-nanna delle isole Salomone». (Leonetta Bentivoglio, Oscure tentazioni di Kylián, la Repubblica, 22 luglio 1993) «Tre infatti i coreografi di scena: l’immancabile Kylián con la sua linea classico-moderna di grande suggestione e originalità, la introspettiva Martha Clarke, il rambertiano Cristopher Bruce. Tono comune ai tre quello di una proiezione onirica fuori di se, quasi flashback della memoria alle soglie estreme dell’esistenza terrena. Personalissime e fortemente simboliche le Oscure tentazioni di Kylián, su musiche per pianoforte preparato di Cage, con una donna fortemente travagliata che trova conforto nell’assistenza liberatoria di due angeli custodi alati a salvarla da tentazioni solipsistiche. L’inconfondibile stile di Kylián si leggeva anche in No sleep till dawn of day in cui su narcotizzanti nenie delle Isole Salomone, due donne vivono, avvolte da teorie di sedie, esistenze parallele, quasi automi, manichini programmati senz’anima. […] Nocturne di Martha Clarke […] una sorta di monologo sulla vecchiaia con una decrepita ex-ballerina in tutù che scopre ad un tratto la decadenza fisica e il disfacimento di un tragico declino. Analoghi, ma meno traumatici toni crepuscolari, ritroviamo in Dämmerung della stessa Clarke su Lieder berghiani: alle soglie della terza età un uomo ripercorre la sua vita a ritroso, accanto alla sua donna, prima di cadere trafitto alle spalle come per un destino già segnato. Tinte più leggere ma non meno simboliche in Moonshine di Christopher Bruce, […]. Due coppie attendono invano un mezzo di trasporto e nel frattempo si raffrontano, si intrattengono sino a quando, stanche dell’attesa, rinunciano non solo al viaggio ma anche agli inutili bagagli. Invece di fuggire i quattro scoprono alla fine una dimensione nuova che li porta a restare: il loro futuro è già cominciato». (Lorenzo Tozzi, I Nederlands, olandesi volanti, Il Tempo, 22 luglio 1993) «Si parte con Obscure Temptations di Kylián, dove sulle musiche ossessive di John Cage Sabine Kupferberg è una donna sola, giunta alla fine dell’esistenza, una guerriera coraggiosa e piena di voglia di vivere nella sua lotta impari con il tempo che passa, una donna che si lascia cullare e guidare come una marionetta da due algidi angeli della morte. Il senso di vuoto, di morte, di frustrazione che informa la vita di una ballerina al termine della sua esistenza , il desiderio di tornare ancora una volta sotto le luci dei riflettori per trasformarsi in uno dei candidi cigni del balletto classico, è il tema di Nocturne un drammatico assolo firmato da Martha Clarke, una delle fondatrici del Pilobolus. Sempre della Clarke è Dammerung in cui in modo ossessivo vengono esplorate le miserie umane. Lirico e spigoloso allo stesso tempo è No sleep till dawn of day un duetto composto da Kylián che senza la minima concessione al didascalico o al narrativo, si articola sul tema della maternità al ritmo di una ninna nanna delle isole Salomone. Chiude la serata Moonshine, una successione di brevi quadri ora drammatici ora quasi comici ispirati da The Bootleg Series: Song di Bob Dylan e firmati dell’inglese Christopher Bruce». (Francesca Bernabini, Anche la vita sulle punte comincia a quarant’anni, Corriere della Sera, 25 luglio 1993) |
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