|
|||
Evento Musiche delle steppe |
Interpreti Hamit Rayimbergen,
Serjan Chakrat – Kazakistan (dombra), Smagul Umbetbaev – Kazakistan
(kopuz), Nurak Abdurahmân – Kirghizistan (komuz, ghimbarda,
temir-chang, canto), Salamatkan Sadykova – Kirghizistan (dombra),
Sardar Djaidarov – Turkmenistan (tudük), Evgenii Olugbashev
– Kakasia (cetra camkahan e canto difonico), Shâberdi Bakhshi
– Uzbekistan (dombra e canto) Da sempre sensibile al fascino ancestrale della musica tradizionale, anche in questa edizione il Festival le riserva uno spazio importante in cartellone, ospitando i bardi di cinque regioni dell’Asia centrale: Kazakistan, Kirghizistan, Turkmenistan, Kakasia e Uzbekistan. Il concerto propone musiche sacre e canti epici appartenenti ad un patrimonio tradizionale che si tramanda oralmente dai tempi dei riti sciamanici e della cultura animista, conservando una vocazione non solo sacra e mitica ma anche didattica. La voce dei bardi può avere stili diversi a seconda della regione di provenienza, sia poco estesa e ricca di armonici, sia molto estesa e potente, ma comunque è sempre accompagnata dal liuto, o meglio dal dombra (liuto dei bardi del Kazakistan a due corde), dal komuz (liuto del Kirghizistan a tre corde di nylon) o dal kopuz (viella dei bardi e sciamani nomadi con due corde di crine di cavallo). A differenza della tradizione nomade e rurale, la musica di tipo classico proviene dalle grandi città, ed è influenzata dalle religioni orientali e dalla cultura musulmana: in questo caso sono previste anche esecuzioni d’insieme, con diversi strumenti, di poesie raffinate e di cicli di brani molto complessi. |
||