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| Evento Multimedia Rassegna stampa La Nuova Danza Italiana |
Rassegna stampa «Il suo lavoro è ambientato in un ampio spazio bianco. Sullo sfondo, pure bianco, due grandi ali d’angelo barocco. Al centro, sul lato destro della scena, una sorta di gazebo metallico con il tetto curiosamente inclinato su cui svetta una figurina alata segnavento. In quest’ambiente, fra il giardino e la piazza, ideato da Gianmaurizio Fercioni, si muove un gruppo di sei personaggi, cinque donne e un ragazzo, i cui movimenti e sentimenti si intrecciano secondo un ritmo fluido e leggero, mai troppo veloce, avvolgente e quasi consolante nella sua morbidezza femminile, pressoché priva di attriti. [...] Il lavoro si slabbra e si diluisce parecchio nel finale, dove si confonde anche il rapporto con la musica, che si fa improvvisamente troppo spessa, monotona, quasi opprimente. Ma nel complesso la serata rivela un talento robusto e uno sguardo sul mondo curioso e originale». (Donatella Bertozzi, Impalpabile erotismo e tanta femminilità, Il Messaggero, 21 luglio 1988) «In un’atmosfera soffusa, rarefatta, sospesa fra realtà e ricordo, lo spettacolo appare un susseguirsi lento, a tratti estenuante, di rapporti umani. C’è un accarezzarsi, un toccarsi alla ricerca delle proprie essenze, dei propri profumi, che, come sottolineano i fremiti delle mani che somigliano al battito delle ali degli uccelli, si propagano nello spazio circostante. L’azione è scandita da una serie di rapporti sottili, che si esplicano nell’annusarsi, scoprirsi, toccarsi nelle parti più nascoste del corpo. I cinque danzatori con il dorso curvo e le ginocchia piegate, assumono una connotazione animale, e si muovono con un linguaggio danzato dal taglio originale, che evita le “belle linee”, e che a tratti risente delle idee di Carolyn Carlson». (Francesca Bernabini, Sulla poltrona resta il Profumo, Corriere della Sera, 22 luglio 1988) |
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