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Cartellone 1993
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IL MELOLOGO COMICO
(discorso melodioso musicato e non cantato)
Teatro Vascello, 22, 23 luglio 1993

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Rassegna stampa

Animali di stranalandia
ALCUNI DEI MERAVIGLIOSI ANIMALI DI STRANALANDIA
di Stefano Benni

Lo spiolo - Spiolus paparazzus
Lo spiolo non si vede ma c'è. Appostato dietro i cespugli, gli alberi, magari dietro il libro che leggete, ascolta e guarda. Guarda e poi racconta, maligno, a un altro spiolo, che a sua volta racconta a un altro spiolo e così via, nella catena del pettegolezzo spiòlico. Fotografa le mucche che si tolgono il reggiseno, va a spiare i fidanzamenti dei gabbiani sulla spiaggia, guarda nei frigoriferi, apre la posta, fruga dentro la spazzatura, sbircia dalla serratura, spedisce lettere anonime, telefona e butta giù, scrive sui muri: «l’elefante è cornuto».
Se vi accorgete che uno spiolo vi sta spiando, e volete metterlo in difficoltà, fategli delle domande su di lui: non saprà cosa rispondere. È così impegnato a spiare gli altri, che della propria vita non sa dirvi nulla.

La gallina intelligente - Coccodesia proffia
A Stranalandia è impossibile usare l’espressione “stupido come una gallina”. Le galline di quest’isola sono infatti molto intelligenti e colte. Se ne accorse Lupus, quando si avvicinò a un pollaio con un po' di granturco in mano ripetendo «coccodé, coccodé». La risposta che una gallina gli diede fu la seguente:
«Noi non sappiamo, signore, perché lei ossessivamente ribadisca questo suo trisillabo ossìtono, ma se con esso lei vuole stabilire una qualsivoglia primitiva forma di comunicazione col nostro ecosistema sappia che, pur essendo noi grandemente interessate allo studio dei nuclei linguistici aborigeni, abbisogniamo altresì nelle nostre conversazioni di una complessità di sintassi e di una flessibilità terminologica ben superiore a quella da lei attualmente esibita».
Lupus chiese scusa, si presentò, e da allora in poi si recò spesso dalle galline a prendere il tè di granturco e a disquisire su argomenti filosofici, antropologici e gallinologici. Le galline stranalandesi sono particolarmente portate alla filosofia e alla letteratura. In filosofia, asseriscono che l’uovo è il principio fondamentale dell’Universo e che il bianco e il rosso, il liquido e il denso, sono gli elementi fondamentali della materia. Alla domanda: ma è nato prima l’uovo o la gallina? rispondono: noi vi abbiamo forse mai chiesto se Adamo ed Eva erano bambini o adulti? In campo letterario la loro scrittrice preferita è Galina Galinovic, una gallina poetessa autrice di odi sublimi tra cui questo “lamento della gallina”:

Il lamento della gallina
Coccodé? Fallo te
Arrosto no
E neanche bollita
Voglio far la mia vita
Ed essere felice
Non voglio far la gallina
Voglio fare l’attrice.

Si, le altre lo so
Non la pensan come me
S’accontentan stan lì
Coccodè coccodé
chicco a me chicco a te
vivono ingrassano
mangiano cagano
per aver nel futuro
un posto sicuro
sdraiate, alla fine
tra le patatine.

No, non ci sto
Con quelli che dicono
Ci verresti a fare
Il bagno in piscina
E ti trovi nel brodo
Il tuo, di gallina.

Non potete capire
C’è una parte di me
Che è piena di angoscia
(e voi mi chiedete
se è l’ala o la coscia!)

Coccodé?
Fallo te!
Il cervello piccino
Ce l’hai tu, tacchino!
Vita nuova
Mai più uova!

Voglio far la mia vita
Ed esser felice
Non voglio far la gallina
Voglio far l’attrice.

Il rockolo - Avis Presley
È l'unico uccello al mondo che suoni accompagnandosi con la chitarra. Si riconosce per la caratteristica capigliatura a ciuffo imbrillantinata con olio di cocco. Molti rockoli non sanno in realtà suonare, ma attirano gente ai loro concerti per via dei numerosi effetti speciali: illuminazione con lucciole di vari colori, pappagalli che annunciano il concerto in tutta l’isola, piume di pavone come vestito di scena. Su Stranalandia non hanno molto successo, e vengono spesso presi a fischi e bananate. Ma ci sono anche rockoli che sono molto richiesti.
Il più famoso nell’isola era sicuramente il rockolo Ciop. Per un suo concerto bisognava appostarsi sui rami degli alberi almeno un giorno prima. Cantava rock duro e blues molto tristi che parlavano di amori, dolori e cacciatori. La sua chitarra era formata da una mezza cozza con corde di ragnatela (le migliori). Con il solo accompagnamento del suo batterista, il famoso Picchio "Raffica" Ginger, poteva stare in concerto anche tre ore.
Di lui Kunbertus trovò lo spartito di una ballata giovanile, il Cincia riccia ciop blues.

Il rigario - Rigarius tuttomius
Animale che passa tutto il tempo a tracciare righe sul terreno con il becco, e a proclamare che quello che c'è tra le righe è roba sua. Arriva in un prato e, invece di sdraiarsi tra i fiori, tira subito una gran riga e urla: «Chi oltrepassa questa è nel mio terreno». Va sulla spiaggia e invece di fare il bagno disegna un quadrato e urla: «Guai a chi entra nel mio pezzo di spiaggia!». Ovunque vada, la sua ossessione è di recintare e separare, delimitare. Se provate a passare la sua riga, il rigario vi becca col naso puntuto e metallico. Spesso mette vicino alle sue righe cartelli come “proprietà privata”, “zona militare” e “vietato l’ingresso”. Quando due rigari si incontrano, subito si azzuffano e volano tremendi colpi di becco. Alla fine uno dei due è spesso ferito a morte. Allora, con le ultime forze, disegna un cerchio e grida: «Qua dentro ci muoio io e guai se ci viene a morire qualcun altro», poi stramazza.
Non è bella la vita dei rigari.

(da Stefano Benni, I meravigliosi animali di Stranalandia, Feltrinelli)