|
|||
Evento Rassegna stampa |
Coreografia Jean-Claude
Gallotta Ensemble Compagnia Emile Dubois Musica Henry Torgue Interpreti Eric Alfieri, Mathilde Altaraz, Muriel Boulay, Cristophe Delachaux, Jean-Claude Gallotta, Pascal Gravat, Déborah Salmirs, Viviane Serry, Robert Seyfried Produzione in collaborazione con E lucean le stelle e il Centro Ricerche Spettacolo Il Labirinto Realizzato originariamente in coproduzione con la Maison de la Culture di Grenoble e il Festival di Avignone, lo spettacolo sintetizza i due episodi di Mammame, Le désert d’Arcadie e Les enfants qui toussent, ed è il biglietto da visita con cui Jean-Claude Gallotta, enfant terrible della nouvelle danse francese, si è presentato a Roma. Grazie alla Compagnia Emile Dubois, che il giovane coreografo dirige fin dalla sua nascita, nel 1979, Gallotta porta alla ribalta una danza anarchica ed iconoclasta, che risente volutamente di una mancanza di studi classici e obbedisce ad un linguaggio quotidiano e surreale al tempo stesso: «Ho immaginato – afferma lo stesso Gallotta – che in un deserto dell’Africa del Nord i tedeschi abbiano lasciato dei bambini, i quali crescono insieme nello stesso territorio, senza memoria. E il loro viaggio è il tentativo di ritrovare la visualità perduta. I personaggi sono come i bambini che cercano di sollevarsi e poi cadono di nuovo. Qualcosa a metà tra gli uomini e gli animali”» (in Valeria Fortini, I “ragazzi selvaggi” di Gallotta, “Corriere della Sera”, 6 luglio 1987). La scenografia spoglia e le musiche, eseguite per solo pianoforte dal compositore Henry Torgue, amplificano il carattere essenziale e apparentemente improvvisato dello spettacolo, la cui semplicità, unita alla capacità di inquietare lo spettatore, vorrebbe rappresentare, secondo il suo stesso autore, una vera e propria «rivincita di Kafka». |
||