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Evento Rassegna stampa Montalvo su Le Jardin... Battisti su Le Jardin... |
Coreografia e ideazione video
José Montalvo Coreografo associato Dominique Hervieu Ensemble Compagnie Montalvo - Hervieu Musica Antonio Vivaldi, Wiseguys, Lunatic Calm Luci Christophe Pitoiset Costumi Alexandra Bertaut Direzione tecnica Yves Favier Immagini e regia video Pascal Minet Regia video Samuel Carre Testo grafico Agnes Billard, Julien Delmotte Regia luci Vincent Paoli, Thomas Godefroid Regia suono Bertrand Neyret Costruzioni accessorie Jean-Paul Bonnefond Sarta Céline Favier Direzione prove Veronique Dupont Amministrazione Anne Sauvage Logistica di tournée Priscilla Ayorisejo Interpreti Arlequin, Salah Benlemqawanssa, Walid Boumhani, Delphine Caron, Mario Chard, Court-Circuit, Clarisse Doukpe, Ahmed El Jattari, Marjorie Hannoteaux, Blaise Kouakou, Erika La Quica, Chantal Loïal, Mélanie Lomoff, Bruno Lussier, Sabine Novel, Merlin Nyakam, Valérie Sangouard, Zheng Wu Produzione Maison de la danse de Lyon, Théâtre de la Ville/Paris, Atelier Chorégraphique National - le Théâtre Scène Nationale de Narbonne, Centre Chorégraphique National de Créteil e du Val-de-Marne/Cie Montalvo-Hervieu. Con il sostegno di Mécénat de la Caisse des Dépôts et Consignations et de la Maison des Arts de Créteil Si ringrazia SupInfoCom e Cirque Joseph Bouglione, Il Centre Chorégraphique National de Créteil e du Val-de-Marne / Compagnie Montalvo-Hervieu è sovvenzionata dal Ministere de la Culture et de la Communication DRAC Ile de France, Le Conseil General du Val-de-Marne et la Ville de Créteil. Riceve il sostegno dell’AFAA Association Française d’Action Artistique Ministère des Affaires Étrangères per le tournée all’estero. Dal ricordo delle feste organizzate dalla nonna, dove ogni invitato si esibiva in piccoli numeri di canto o ballo, José Montalvo dichiara di prendere spunto per la composizione di Le jardin io io ito ito. Ma i riferimenti si spingono fino al movimento dadaista e al Cabaret Voltaire, nonché all’opera di Max Ernst, che accosta, utilizzando tecniche diverse, gli elementi più disparati senza alcun nesso logico apparente: anche il titolo, “io io ito ito”, è un gioco di parole usato dall’artista tedesco per indicare il piacere dell’adolescente che inizia a conoscere il sesso, a sua volta ripreso dagli Uccelli di Aristofane. Arriva dunque alla ribalta una tribù di ballerini capace di creare velocemente un mosaico di linguaggi che spazia dal circo alla danza tradizionale cinese e africana, dal flamenco alla break dance e all’hip hop, dalla danza classica alla contemporanea, in nome di un dialogo creativo tra damzatori di estrazione diversa e di un gioioso cosmopolitismo che rispecchia la società contemporanea. Ma José Montalvo, come è consuetudine per la compagnia fondata con Dominique Hervieu nel 1985, gioca anche con immagini virtuali, manipolandole fino a creare uno spazio illusorio perfettamente integrato con la coreografia, tanto da comporre duetti tra ballerini e immagini di replicanti e animare il palcoscenico di strani personaggi metà uomini e metà animali. Una festa di forme, insomma, in cui si lascia fuori la paura del diverso. |
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