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Cartellone 1999
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GO; LEAD RED
Teatro Vascello, 15, 16 ottobre 1999

Evento
Rassegna stampa

Festival nordico
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«Lo si è visto con Lead Red: tre figure (Tenhula compreso) immersi in proiezioni e lucori da design nordico senza che sia ammessa la minima sbavatura. Azzurri, suoni di foreste, respiri di nature gelate e forse incontaminate: si va dal balletto meccanizzato, sincronizzato, dei tre eroi in camicia e pantaloni, ad abbandoni, a ripiegamenti fetali, a conquiste di spazi meditativi. Sempre però con un’ossessione mai esausta per la retta e il compasso e il numero tre: tre i rettangoli di luce grazie ai quali la prestazione si scinde in momenti diversi, con l’apporto diversificato di quasi tarantelle rivolte al sud del pianeta, tremori fra la trance e l’isteria, tentazioni afro ridotte ai minimi termini. […] E il design saturo, si ritrova immutato nell’assolo Go che costituisce la seconda parte: è la storia di un cow boy molto spaghetti western, le gambe ad arco, mentre sullo sfondo si materializza un cactus kitsch. Trasmettendo l’idea che sotto l’apparenza da fumetto si nasconda qualche dramma cristologico o forse alla San Sebastiano».
(Francesco Bernardini, Danze finlandesi, La voce Repubblicana, 19 ottobre 1999)

«In Lead Red tre biondi, all’apparenza seri uomini finlandesi, vestiti con camicia, pantaloni stirati e calzini neri, si esibiscono davanti un abbagliante fondale di cerchi colorati sospesi su corde, ognuno che trattiene e riflette la luce. Ari Tenhula presenta questo lavoro con il suono dei tamburi della musica tradizionale ugandese. I tre uomini sono un trio avvincente, con le braccia che fendono l’aria, con i corpi che si abbassano e fluiscono come gocce d’acqua in linee dritte simmetriche. La differente luce che emana dai cerchi colorati suggerisce l’idea delle stagioni, mentre un raggio di luce che ricorda un enorme fiocco di neve appare al centro del palcoscenico. Non c’è un singolo movimento o una sequenza di danza fuori posto. Ari e i suoi danzatori Alpo Aaltokoski e Jyrki Karttunen, sono interpreti sicuri del duro lavoro dell’arte».
(Rossella Fabiani, Ari Tenhula danza al Vascello, La Stampa, 16 ottobre 1999)