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BUSONI E SCHÖNBERG Berlino 2/8/1909 Egregio sig. Schönberg, ho ricevuto la Sua lettera in tempo per poterLe rispondere. Lo devo fare, perché sento di avere la coscienza pulita - ma anche una cattiva coscienza - nei Suoi confronti, e provo la necessità di renderglieLe note entrambe. Ho continuato a studiare i Suoi Pezzi, e quello in 12/8 mi attrae sempre di più. Credo di averlo afferrato in pieno; tanto più che coincide con alcune delle mie idee su quello che è il prossimo compito della musica. Ma se sono pienamente d'accordo con il contenuto, continuo a trovare insoddisfacente la forma pianistica in cui è espresso. Ancor sempre. Che Ella mi ascriva a merito la mia franchezza o che mi giudichi di intelligenza limitata, fa lo stesso. Se Ella scrive il segno < > su accordi tenuti di quattro note - in un registro poco agevole - ciò indica un'intenzione che non è realizzata nella scrittura. Non è un pregiudizio di pianista ma un fatto inconfutabile. Ho esaminato il Suo bel lavoro da tutti i lati e in ogni particolare e, se tiene presente quanto sono occupato, ciò Le dimostrerà quanto mi stia a cuore e quanto interesse vi abbia dedicato. (A questo punto Ella avrebbe ragione di obiettare che è soltanto merito del Suo pezzo). Ad ogni modo - ecco la cattiva coscienza - mi sono talmente immedesimato nei Suoi pensieri da sentire il bisogno irresistibile di dare una sonorità, come la intendo io, alle Sue evidenti intenzioni. Quando Ella parla di «senso della sonorità nell'accezione usuale», Ella vede in me quel che si chiama generalmente il virtuoso di pianoforte. E qui mi devo difendere per l'ennesima volta, perché ho piena coscienza di aver aggiunto qualche cosa al pianoforte, proprio un che di casto, di indefinito, di raffinato, la sonorità senza tecnica. Per terminare la mia confessione, sappia che ho (immodestamente) reistrumentato il Suo pezzo. Quantunque resti un mio affare privato, non potevo tacerGlielo, anche se Ella dovesse andare in collera con me. Naturalmente ho gran desiderio di vedere i Pezzi seguenti e li aspetto con gioia. Spero che Ella mi serberà la Sua fiducia nonostante tutto; sarei molto deluso del contrario. Starò via solo 10 giorni, e dopo sarò di nuovo a Sua disposizione Suo dev.mo Ferruccio Busoni (da una lettera di Ferruccio Busoni a Schönberg, in Ferruccio Busoni, Lettere, Ricordi/Unicopli/Le Sfere, cit. in Catalogo Romaeuropa Festival 1997) . |
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