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Cartellone 1993
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IL DOCTOR FAUSTUS O
IL MANTELLO DEL DIAVOLO
Teatro Vascello, dal 13 al 16 luglio 1993

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Video e palcoscenico

Il mantello del diavolo
Snodi importanti di storie incrociate
ALCUNI SNODI IMPORTANTI DI STORIE INCROCIATE...
di Stéphane Braunschweig

Nel maggio 1991, in occasione della seconda edizione del Maggio Teatrale di Digione, François Le Pillouer aveva riunito, fra gli altri spettacoli di sua programmazione, il mio allestimento dell’Aiace di Sofocle e la Descrizione di una battaglia di Giorgio Barberio Corsetti, tratto da Franz Kafka. Al di là delle differenze evidenti fra i nostri due lavori, alcune affinità sono immediatamente emerse, in particolare a livello scenografico: un muro (da sfasciare/da scavare) ne era il punto comune di partenza. Non era quello, comunque, il solo terreno di confluenza delle nostre storie, pure alle origini così distanti: da una parte un lavoro sul corpo simile alla danza, dall’altra un modo di lavorare al testo per così dire più classico. Ma tutti e due affermiamo una certa “musicalità” nel nostro rapporto con il tempo e con lo spazio, e altresì un legame essenziale tra la scrittura ed il corpo dell’attore (legame che trae forse la sua origine da La Colonia Penale di Franz Kafka).

Dopo Digione, altri incontri, che si sono verificati in occasione delle nostre rispettive creazioni, hanno alimentato un nuovo desiderio comune, quello di confrontare i nostri modi di lavorare e le nostre storie all’interno stesso di un’opera, e ci siamo così messi a considerare varie possibilità di collaborazione: Giorgio avrebbe potuto ad esempio ideare una scenografia per il mio successivo allestimento, mentre io avrei potuto collaborare accanto ad una équipe di attori francesi... fino a realizzare uno spettacolo a quattro mani. Il progetto intorno al Doctor Faustus rientra in tale logica come la prima pietra di questo edificio da innalzare, come un primo abbozzo, come un primo gioco. Ed a noi è sembrato naturale ritrovarci per questo a Digione.
Nello stesso tempo, noi abbiamo voluto che questo progetto fosse perfettamente equilibrato, che esso fosse veramente franco-italiano. Ecco perché abbiamo sollecitato l’appoggio di Romaeuropa. Ecco perché inoltre abbiamo voluto realizzarlo con due attori italiani e due attori francesi, un tecnico italiano ed un tecnico francese, e infine, a cavallo sulla linea di confine, un compositore italiano stabilito in Francia, Gualtiero Dazzi (del quale io spero per parte mia di allestire l’opera nel corso del 1994, anche in quel caso nel quadro di una co-produzione franco-italiana)...

(in Catalogo Romaeuropa Festival 1993)