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Evento Multimedia Rassegna stampa Video e palcoscenico Il mantello del diavolo Snodi importanti di storie incrociate |
Testo Il Doctor
Faustus di Thomas Mann (dal capitolo XXV), frammenti da testi di
Christopher Marlowe, Johann W. Goethe, Hans C. Andersen, Charles Baudelaire Ideazione e realizzazione Giorgio Barberio Corsetti e Stéphane Braunschweig Interpreti (in ordine di apparizione) Gabriele Benedetti (Faust 1 - Adrian Leverkühn), Roberto Rustioni (Méphisto 1 - Il Diavolo), Pierre-Alain Chapuis (Méphisto 2), Claude Duparfait (Faust 2), Flore Lefebvre des Noëttes (La Strega di Andersen, Margherita) Musica Gualtiero Dazzi Luci Marion Hewlett Video Fabio Iaquone Direttore di scena Thierry Borba Da Costa Scenografia Mariano Lucci Bicchieri musicali Jean-Claude Chapuis Amministrazione Marisa Amante e Laura Brizzogara (Compagnia Giorgio Barberio Corsetti), Didier Juillard (Théâtre- Machine) Produzione Compagnia Giorgio Barberio Corsetti, Festival Romaeuropa, Théâtre-Machine - Artemps (Digione) Realizzato con il sostegno di Conseil Régional de Bourgogne, DRAC Bourgogne, AFAA (Association Française d’Action Artistique), ONDA e Ministero Italiano del Turismo e dello Spettacolo. Sequenze 1. La visita (Mann) 2. Il patto (Marlowe) 3. Dalla malinconia alla grande allegria (Mann) 4. Le sofferenze della Sirenetta (Andersen) 5. La malattia (Mann) 6. Il vampiro (Baudelaire) 7. I vantaggi dell’irrazionale (Mann) 8. Il presentimento di Margherita (Goethe) 9. Dall’arte alla barbarie: la lezione di musica (Mann) 10. L’autodafé (Goethe) 11. L’inferno senza amore (Mann) 12. L’uscita nel mondo (Goethe) 13. L’insonnia di Margherita (Goethe) 14. Cos’è che è reale? (Goethe) Giorgio Barberio Corsetti e Stéphane Braunschweig, dopo il primo incontro a Digione nel 1991, pensano, incuriositi l’uno dalle produzioni artistiche dell’altro, ad una possibile collaborazione che renda le differenze linguistiche, ma soprattutto stilistiche (l’approfondimento delle tecniche di training per l’attore e l’interazione tra questo e il video per il primo ed una attenta e profonda analisi del testo per il secondo) il nucleo originario di un lavoro comune. Il mantello del Diavolo nasce proprio da questi presupposti: un’opera concepita fin dall’origine per esistere nelle due versioni linguistiche - francese e italiana – e con ruoli scambiati fra gli attori dell’una e dell’altra nazionalità. Partendo dal XXV capitolo del romanzo Il Doctor Faustus di Thomas Mann, il testo interseca brani dagli scritti di Christopher Marlowe, Johann W. Goethe, Hans C. Andersen e Charles Baudelaire, determinando la nascita di un altro capitolo della lotta fra razionale ed irrazionale. Accanto ad un pianoforte si svolge il dialogo tra un musicista in crisi, Adrian Leverkühn, ed il Diavolo. E se la fine del compositore è ormai vicina (è malato di sifilide), il suo destino deve ancora compiersi. Potrebbe infatti diventare un geniale compositore, se, utilizzando creativamente le allucinazioni della sua malattia (del suo Inferno certo), decidesse di abbandonare la ragione paralizzante a favore di un istinto che somiglia ad uno scatenamento dell’irrazionale. In una scena dove i monitor ripropongono le azioni degli attori, rielaborate, “fratturate” e mescolate con le immagini di Fabio Iaquone, Mefistefole regala a Faust il viaggio nel mondo reale, ma, a sua insaputa, lo conduce anche nell’Inferno di un mondo virtuale dove a prevalere è la finzione e la vana spettacolarizzazione del tutto. Sequenza 14: «Cos’è che è reale?». |
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