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| Ideazione, regia e coreografia
Sidi Larbi Cherkaoui Creazione, danza e voci Ali Ben Lotfi Thabet, Christine Leboutte, Damien Jalet, Isnelle da Silveira, Lisi Estaràs, Marc Wagemans, Nam Jin Kim, Nicolas Vlady Serge-Aimé Coulibaly, Sidi Larbi Cherkaoui Composizione, voci e musica Weshm (Coordt Linke, percussioni; Floris Dercksen, violoncello; Najib Cherradi, composizione e voce; Osama Abdulrasol, qanun) Collaborazione artistica Damien Jalet Preparazione musicale dei danzatori Christine Leboutte, Isnelle da Silveira Aiuto regia Darryl E. Woods Scenografia Wim Van de Cappelle, Sidi Larbi Cherkaoui Video Anaïs e Olivier Spiro Costumi Isabelle Lhoas, Frédéric Denis Assistenza ai costumi Lorraine Frennet Luci Carlo Bourguignon, Krispijn Schuyesmans Ingegnere del suono Bart De Coensel Suono Caroline Wagner Costruzione set De Muur, Nordic, Patine, Herman Sorgeloos, Koen Mortier, Necati Koÿlü, Peter De Blieck, Kjell Deneve, Alan Gevaert Coordinamento tecnico Jan Mergaert, Serge Vandenhove Assistenza di produzione Veerle Gevaert Fotografia Kurt Van der Elst Produzione Les Ballets C. de la B. Co-produzione Festival d'Avignon, Tanztheater Wuppertal-Pina Bausch (Wuppertal), Théâtre de la Ville (Parigi), Arts Centre Vooruit (Gent) . Sostenuto dal programma Culture 2000 dell’Unione Europea. In collaborazione con STUK Leuven, CNDC Chateauvallon e con il contributo di Wasserij Schepens Organizzazione e promozione Frans Brood productions La compagnia Les Ballets C. de la B è sostenuta da Comunità Fiamminga, Provincia delle Fiandre Orientali e città di Gent. Realizzazione Festival d'Avignon, luglio 2004. Tempus Fugit, ispirato all’omonimo motto latino, è una riflessione sullo scorrere del tempo e sulla vita dell’uomo in esso. Qual è il vostro rapporto con il tempo? Il tempo è qualcosa che si domina o si subisce? Attorno a queste domande, poste ai danzatori, si è costruito lo spettacolo. Ogni cultura interpreta, traduce, e concepisce questa dimensione apparentemente universale in modo diverso, e così una esperienza che è tutta personale diventa collettiva, mentre il tempo perde ogni oggettività. Sidi Larbi Cherkaoui, il coreografo che più di altri ha saputo mescolare e far dialogare le varie culture a cui egli stesso appartiene, racconta le quotidianità della vita, accostando e lasciando convivere, grazie alla sua multietnica compagnia, molteplici popoli. E così cinesi, indiani, africani, arabi, italiani, fiamminghi, gli uni accanto agli altri, testimoniano il rapporto tra modernità e tradizione, lanciando una sfida in nome dell’integrazione e della libertà - una donna biondo platino porta il velo islamico, ed indossa un abito dal lungo spacco. E se c’è il tempo sincronico, dove situazioni differenti si svolgono nello stesso attimo e creano una sospensione temporale vicina allo spaesamento in cui le forme trasmutano in altre opposte, rendendo incerto il confine tra presente, passato e futuro; c’è anche quello circolare, dove ogni evento viene incessantemente ripetuto in un prisma di movimenti e di azioni che continuamente ne muta e ne dilata il senso. Sulla scena si intrecciano i molti linguaggi del corpo e della danza mentre la musica, del gruppo marocchino Weshm, segna traiettorie che attraversano la tradizione traghettandola nel contemporaneo. Cherkaoui parla della differenza come ricchezza, e delle molte culture ed indentità che ciascuna di esse, per se stessa, accoglie: molte identità abitano infine l’uomo e «la donna col chador alza un pugno in lotta che diventa un ‘ciao’ dell’amicizia, dopo aver ballato un tango su musica tradizionale araba» (Aurora Acciari). |
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