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Cartellone 1991
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CONCERTO SU MUSICA DI DUSAPIN, PESSON, SCHAPIRA, FEDELE, MARTIN
Palazzo Franese, 19 luglio 1991

Evento

Stanze
Les Chants Faëz
Rumeur
Chord
Concerto per trombone e 28 strumenti
Direttore Frédéric Chaslin
Interpreti (Ensemble Intercontemporain) Jacques Deleplancque (corno in fa), Antoine Curé, Jean-Jacques Gaudon (tromba in Ut), Jérome Naulais, Benny Sluchin (trombone), Gérard Buquet (tuba), Pascal Godart (pianoforte), Marie Kobayashi (soprano)
Musica Pascal Dusapin (Stanze), Gérard Pesson (Les Chants Faëz), Claire Schapira (Rumeur), Ivan Fedele (Chord), Frédérick Martin (Concerto per trombone e 28 strumenti)

Oltre ad eseguire opere di autori del Novecento, l’Ensemble Intercontemporain, complesso strumentale nato precisamente per dar voce, interpretazione e studio alla musica contemporanea, spesso crea o commissiona nuove produzioni: il suo repertorio è così diventato nel corso degli anni un appassionante viaggio tra le creazioni del XX secolo ed una continua scoperta di giovani compositori.
A questa tensione si ascrivono le opere presentate in questa occasione dall’Ensemble.
Se Stanze, firmata da Pascal Dusapin, trova il suo motore creativo nell’energia che può scaturire dal corpo dei musicisti nell’atto di produrre o creare il suono, Les Chants Faëz di Gérard Pesson si ispira ad una raccolta di racconti di Claude de Taillemont (1558), di cui conserva l’impianto narrativo nonché la struttura semiotica. Sempre ispirato ad un lavoro narrativo - una raccolta di Georges Pérec, dal titolo Alphabet – è Rumeur, la composizione di Claire Schapira che dell’opera dello scrittore ripropone, per analogia, il codice testuale. Un alternarsi tra una situazione statica ed una dinamica è alle fondamenta di Chord di Ivan Fedele, mentre Frédérick Martin basa il Concerto per trombone e 28 strumenti sulla contrapposizione del solista alla collettività strumentale.
Il repertorio presentato, nei suoi diversi punti di origine, ha voluto offrire un percorso attraverso una musica che fa del suono un principio denso di significati, una musica per cui la parola e la nota si saldano in una struttura che assume valore.