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Evento Stanze Les Chants Faëz Rumeur Chord Concerto per trombone e 28 strumenti |
UNA NOTA SU LES CHANTS FAËZ di Gérard Pesson Les Chants Faëz è un concerto per pianoforte ed orchestra da camera nel quale il ruolo del solista cresce progressivamente, catalizzando tutta la materia musicale e facendola finalmente entrare nel filtro del proprio gioco – come fosse il suono di un clavicembalo (senza pedale forte) – nella diffrazione dei timbri. Il pianoforte sembra aspirare ad una seconda tastiera, che esso riesce ad evocare con dei motivi ornamentali, suonati sempre pianissimo e staccati. La posta in gioco dell’opera, e la sua divisione formale, sono pensati in funzione di questo capovolgimento della scrittura strumentale, che avviene dopo una parossismica immobilità nel registro dei sopracuti. Chants Faëz, significa, in francese medioevale, “canto abitato dalle fate”. Il titolo è tratto, con variante semantica da “campi” (champs) a “canti”, da un libro di racconti neo-platonici di Claude de Taillemont (1558) che l’autore presenta come un «discorso all’esaltazione delle dame e dell’amore». Nel libro tra “conversanti” (alla maniera del Decameron), ogni personaggio, dovendo raccontare la propria storia si trova in qualche modo impedito nel suo racconto. La musica non è affatto una trascrizione del libro; ne imita piuttosto, direi, la forma e le procedure narrative. Al particolare lirismo dei Chants Faëz, fatto di vuoti più che di pieni, corrisponde forse un soggetto perennemente assente, la cui stessa assenza induce una certa dispersione del discorso, dei timbri, una strumentalizzazione del silenzio. (in Catalogo Romaeuropa Festival 1991) |
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