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| Coreografia, regia, ideazione
luci, musica e scene Emio Greco e Pieter C. Scholten Luci Henk Danner Costumi Clifford Portier BIANCO Danzatore Emio Greco Teatro Valle, 27, 28 ottobre ROSSO Danzatore Emio Greco Teatro Valle, 30, 31 ottobre EXTRA DRY Danzatore Emio Greco, Barbara Meneses Gutiérrez Teatro Valle, 2, 3 novembre Progetto realizzato con il contributo del Netherlands Culture Fund, il programma dei ministeri olandesi degli Affari Esteri e dell’Educazione, della Cultura e della Scienza per rafforzare le relazioni internazionali del Regno dei Paesi Bassi in occasione del Semestre di Presidenza Olandese dell’Unione Europea Con il sostegno di Theater Instituut Nederland e Ambasciata del Regno dei Paesi Bassi a Roma Coordinamento organizzativo Van Baasbank & Baggermaan Trilogia elaborata tra il 1995 e il 1999, Fra cervello e movimento è presentata in Italia, dal Romaeuropa Festival, per la prima volta nella sua completezza. «Fondativa dello statuto del corpo e delle sue necessità», la triplice coreografia rivela accanto ad un movimento del corpo come bastevole a se stesso, una danza autosufficiente ed autonoma che non si qualifica né come messaggio corporeo, né tanto meno come racconto attraverso il corpo. Questa danza quindi che non è pura estetica, non è intrattenimento, non è armonia, scardina, articola, espande, blocca e provoca un movimento di discussione incessante, Fra cervello e movimento, appunto. La trilogia, che si compone di due assoli (Bianco e Rosso) e di un duetto (Extra Dry), è stata realizzata dal coreografo italiano Emio Greco con la complicità del regista e drammaturgo olandese Pieter C. Scholten, impegnati dal 1995 nella ricerca di una nuova forma di danza. In una grande scatola che occupa il palcoscenico per la sua interezza - e che varia per le tre coreografie unicamente nel colore, da bianca a rossa a dorata - mente e corpo si relazionano in un continuo movimento, sperimentando nuove forme e nuove possibilità. E così mentre Bianco, per la prima volta nella versione integrale, presenta, in un aspetto «frontale, concettuale, espositivo», sequenze di movimenti allo stato puro, slegati da tempo e spazio, in cui il corpo tenta di seguire, senza riuscirvi, gli impulsi della mente determinando un universo frammentario che dal classico si muove verso il contemporaneo; e Rosso rivolgendosi «verso l’interno», con carattere più introspettivo, rivela mente e corpo in continua mutazione fra combattimento e gioco, sempre alla ricerca di nuove relazioni e nuove dimensioni di esistenza; il duo Extra Dry si muove verso l’utopia dell’unicità, con un corpo che si sdoppia e si ricongiunge, «un assolo per due», dove mente e corpo sembrano finalmente all’unisono, anche se questa interezza è alla fine solo una aspirazione. |
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