|
|||
Evento Rassegna stampa Répons |
SUL RÉPONS di Andrew Gerzso Répons si deve ad una commessa della Sudwestfunk (Baden-Baden) per il Festival di Donaueschingen, dove fu eseguita il 18 ottobre 1981 dall'Ensemble Intercontemporain diretto da Pierre Boulez. L'opera fu ripresa, in una seconda versione, nel corso dei Proms Concerts della BBC a Londra il 6 settembre 1982. La terza versione è stata eseguita durante la tournée europea del 1984 e negli Stati Uniti nel 1986. I concerti di Roma del 25 e 26 luglio danno l'occasione di ascoltare la quarta versione di Répons che, dopo la prima esecuzione, ha goduto del supporto tecnologico dell’IRCAM. La composizione è scritta per due entità distinte: - un complesso di 24 elementi (collocato al centro della sala): legni 2-2-2-2 più un clarinetto basso (9), ottoni 2-2-2-1 (7), 3 violini, 2 viole, 2 violoncelli ed un contrabbasso. I suoni dell’orchestra non sono elaborati elettronicamente. - un gruppo di sei strumenti solisti: piano Midi Yamaha, piano Midi Yamaha con sintetizzatore Yamaha DX-7, arpa, cembalo, vibrafono e xilofono/glockenspiel. I sei solisti circondano il pubblico raccolto attorno a loro. I suoni dei sei strumenti sono elaborati da un processore numerico di segnale in tempo reale 4X. Alla destra di ciascun solista una cassa acustica trasforma o amplifica il suo strumento. Talvolta si ascolta insieme il suono elaborato di un altro strumento solista. Pierre Boulez ha detto che Répons «è l'espressione della sua ultima inclinazione nei confronti dei procedimenti di scrittura che derivano dalla lontana musica medioevale» (cfr. Trope dans la Troisième Sonate). La stessa parola Répons si riferisce direttamente ad una forma musicale in cui il coro risponde ad una voce solista: una moltitudine risponde ad uno solo. In questa composizione si tratta soprattutto dell’interazione antifona tra i due gruppi di strumenti: l'orchestra al centro ed i solisti alla periferia, dialogo tra il gruppo centrale e l'uno o l'altro dei solisti, dialogo tra gli stessi solisti, etc. L'idea di un'alternanza tra l'espressione collettiva e quella individuale è fondamentale in Répons così come la nozione di dialogo tra differenti tipi di scrittura, sia nell'orchestra che tra i solisti. Il trattamento elettro-acustico dei suoni naturali dei solisti, amplificati ed elaborati, accresce la complessità delle interazioni dei suoni puramente strumentali. Si percepisce così realmente la corrispondenza tra partita elettronica e tradizionale. Note tecniche Dal punto di vista tecnico, l'esecuzione di Répons esige un'attrezzatura che permetta tre tipi di operazioni: - l'elaborazione sonora - la sua distribuzione - la captazione e l'amplificazione. L'elaborazione del suono è effettuata grazie ad un processore numerico di segnale 4X. Questo apparecchio fu creato da Giuseppe Di Giugno e dalla sua équipe nel 1980; il suo prototipo fu utilizzato per l'esecuzione di Répons alla fine del 1981. Il sistema digitale 4X è un apparecchio che funziona in tempo reale e che può effettuare 200 milioni di operazioni al secondo. Répons richiede principalmente le seguenti operazioni: ritardi, spostamenti di frequenza, modulazione ad anello e filtro a pettine, spazializzazione in funzione dell'ampiezza. Le elaborazioni sono utilizzate secondo diverse combinazioni su tutto lo spartito dell'opera. La distribuzione del suono è effettuata mediante una matrice a guadagno programmabile da 8 per 8 ed una matrice di commutazione di 16 per 16. La prima serve alla spazializzazione dei suoni trasformati, la seconda per trasmettere i suoni degli Strumenti solisti al sistema digitale 4X e per rinviarli, una volta elaborati, al sistema di amplificazione. I suoni dei solisti sono sia captati liberamente, sia mediante dei microfoni a contatto per poi amplificarli o elaborarli. L'amplificazione semplice è effettuata senza ricorrere alla matrice di cui si è parlato in precedenza. L'équipe Per la riuscita di un'opera come Répons bisogna contare sulla collaborazione di numerose persone. I loro nomi meritano di essere menzionati: Giuseppe Di Giugno, Jean-Pierre Armand, Michel Antin, Michel Fingerhut e Alain Teychenev hanno adattato la 4X e le sue periferiche alla configurazione attuale. Patrick Potacsek, aiutato da Emmanuel Favreau, ha implementato i diversi linguaggi d’interconnessione concepiti da Andrew Gerzso, mentre Robert Rowe e Miller Puckette hanno creato i linguaggi di controllo. La matrice è stata concepita e realizzata da Didier Roncin e Michael Starkier ed il software da Andrew Gerzso. Denis Lorrain ha programmato la matrice ed è alla consolle durante i concerti. Daniel Raguin, Didier Arditti, Alain Jacquinot e Rémy Gavrel si sono occupati del sistema audio. Le luci sono opera di Jean-Louis Aichorn; di Alexis Bersacq e Didier Mandin la struttura scenica. (in Catalogo Romaeuropa Festival 1988) |
||