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| Di Marina Abramovic Regia Michael Laub Con Marina Abramovic, Jurriaan Sebastian Löwensteyn, Viola Yesiltac, Herma Auguste Wittstock, Eun Hye Hwang, Heejung Um, Doreen Uhlig, Matteo Angius e Marco Bilanzone, Francesca Borromeo, Roberto Cecchini, Maria Giovanna Massari, Emiliano Mazzoli, Beatrice Novelli, Alessandra Roca, Massimo Scarinzi, Antonio Tagliarini, Andrea Valabrega Canto Raffaella Misiti (Lotta di Classe d’amore di Selvaggi-Misti-Scatozza, esecuzione Acustimantico) Musica aggiuntiva Larry Steinbachek (Ninth Seven 2) Assistente alla Regia Declan Rooney Assistente di Marina Abramovic Snezana Golubovic Direttore Tecnico e Coordinatore Video Jochen Massar Luci Luca Storari Ingegnere del Suono Alfredo Sebastiano Direttore di Palco Ettore Littera Capo Macchinista Claudio Petrucci Macchinista Marcò Parlà Elettricista Daniele Davino Digital Display Laura Clemens Coordinatore Tecnico Luigi Grenna Costumista ed Attrezzista Marina Schindler Animal Trainer Daniel Berquini Produttore esecutivo Fabrizio Grifasi Assistenti di Produzione Stefania Lo Giudice, Fabiana Piccioli, Renato Criscuolo Management Michael Laub / Remote Control Productions Claudine Profitlich Responsabile Teatro Palladium Valeria Grifasi Durata 80 Minuti circa Produzione Romaeuropa Festival 2004 In collaborazione con Teatro Palladium Università Roma Tre Progetto realizzato con il contributo del Netherlands Culture Fund, il programma dei ministeri olandesi degli Affari Esteri e dell’Educazione, della Cultura e della Scienza per rafforzare le relazioni internazionali dei Paesi Bassi in occasione del Semestre di Presidenza Olandese dell’Unione Europea Con il sostegno di Theater Instituut Nederland e Ambasciata dei Paesi Bassi a Roma Si ringraziano gli Acustimantico per la canzone Lotta di classe d'amore (Selvaggi-Misiti-Scatozza) cantata da Raffaella Misiti e Serge Le Borgne della Galerie Cent8 Nato alla fine degli anni Ottanta dalla genialità di Marina Abramovic, come processo di allontamento dal dolore dopo la separazione da Ulay, compagno di vita e di arte per dodici anni, The Biography Remix affonda le sue radici nella vita stessa dell’artista. Lo spettacolo, che sfugge ad ogni definizione presentandosi come originale fusione fra performance e arte visiva, ha avuto nel corso degli anni diverse versioni, legandosi, come un work in progress, agli eventi della vita della Abramovic. Elaborato in stretta collaborazione con Michael Laub, regista e coreografo da sempre attento al rapporto fra realtà e rappresentazione, The Biography Remix coniuga brani di repertorio a materiali inediti, lasciando che da tale insieme emerga, con forza icastica, un viaggio nella vita e nell’arte dell’Abramovic, dalle emozioni alle riflessioni alle performance al limite della sopportabilità fisica. Seguendo il raccordo di un doppio piano narrativo, sulla scena riaccadono, dal vivo e in video, azioni del passato, quadri che si compongono come fossero capitoli di una storia, di un percorso estremo, di un corpo maltrattato sensorialmente e psicologicamente, sempre portato all’esperienza limite. L’arte non incarna la bellezza, diventa piuttosto azione di disturbo, percorso iniziatico, esercizio dove spirituale e corporeo si fondono armonicamente e dove ogni gesto naturale o quotidiano è trasformato in gesto assoluto e sacrale come quel pettinarsi violentemente con due spazzole, mangiare cipolle fino a non aver più lacrime, maneggiare grandi serpenti in un misto di paura e trionfo della vita, stendersi sul ghiaccio, incidersi con una lametta una stella sulla pancia nuda, camminare per giorni lungo la Grande Muraglia, vivere nel deserto australiano con gli aborigeni. The Biography tuttavia aggiunge ancora qualcosa, perché mentre Marina Abramovic ripete personalmente le sue prove estreme, altre ne interpretano le sue allieve ed è allora che ella, seduta su una sedia, rimane lì, ferma, ad osservare con distacco la cronologia della sua vita in un andirivieni temporale. |
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