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| Musica John Wilbye
(Quattro madrigali: Sweet honey sucking bees, O softly drop, mine
eyes, Draw on sweet night, The Lady Oriana), Luciano Berio (Cries
of London per otto voci, 1974; Agnus per due soprani e tre clarinetti,
1971; Canticum novissimi testamenti II, ballata per otto voci,
quartetto di sassofoni e quattro clarinetti, 1989, testo di Edoardo Sanguineti) Interpreti London Sinfonietta Voices (soprano: Judith Rees, Nicole Tibbels; mezzosoprano: Amanda Dean, Susan Flannery; tenore: Peter Hall, Brian Parsons; baritono: Michael Pearce; basso e direttore: Terry Edwards), Eclettico Ensemble (clarinetti: Paolo Ravaglia, Claudio Miotto, Valerio Dragoni; clarinetto basso: Domenico Foschini), Le Quatuor de Saxophones Claude Delangle (Claude Delangle, sassofono soprano, Daniel Gremelle, sassofono contralto, Bruno Totaro, sassofono tenore, Jacques Baguet, sassofono baritono) In collaborazione con Accademia Chigiana di Siena Durata 70' Intervallo 15' Il concerto è stato trasmesso in diretta da Radio Tre Rai Luciano Berio presenta un concerto in cui una parola “profana” e quotidiana si lega così profondamente al tessuto musicale da sembrarne generata. Accanto a sue opere, il compositore ha posto, ad apertura, i madrigali di quel John Wilbye, compositore del XVI secolo che raccontava la vita della gente londinese, quella stessa voce popolare che Berio rincorre e ripercorre in Cries of London, ciclo di sette brani vocali che, nei testi, fa riferimento alle frasi dei venditori ambulanti nelle strade della vecchia Londra. Sempre ispirato ad una voce umana è Agnus (1971), versione da camera di un episodio tratto dal secondo atto di Opera (1970), commento alla rappresentazione scenica di un eccidio di bambini, dove l’evocazione del pianto delle madri è però privo di un significato esplicitamente liturgico. A chiudere il concerto il Canticum novissimi testamenti II, dedicato alla memoria di Massimo Mila, e seconda tappa dell’avvicinamento del compositore all’universo poetico di Edoardo Sanguineti (in particolare Novissimum Testamentum): qui Berio traduce musicalmente la frase poetica di Sanguineti combinando insieme, con criteri modulari, piani sonori distinti e paralleli, nel tentativo di ridonare forza a quella voce caratterizzata da una grande forza icastica ed allo stesso tempo da una ingannevole semplicità, abitata com’è da immagini quotidiane, da stereotipi sentimentali, da invenzioni ironiche, da parodie e da citazioni in perenne rincorsa e rimando l’una all’altra. |
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