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Evento Multimedia Rassegna stampa Ottolenghi su Arsa y toma Hoyos su Arsa y toma Lessico del flamenco |
CRISTINA HOYOS SU ARSA
Y TOMA di Cristina Hoyos Quando si è percorso un lungo cammino, risulta difficile non cadere nella tentazione di guardare indietro. Ripensando ai miei inizi, dove il senso della mia ricerca non si è perso malgrado l'inesperienza, ho potuto scoprire che la nozione di essenza era divenuta confusa, si era diluita tra volants, un certo gusto del melodramma e ornamenti superflui. Adesso, partendo dalla nostalgia, dal ricordo e dall'humour - spesso la sfumatura meno conosciuta di questo genere -, ho deciso di ritornare indietro senza rinnegare niente ma con il sorriso verso ciò che oggi - da alcuni anni solamente - sembra così lontano, anche se ciò sussiste ancora per coloro che non conoscono la sua autenticità. Questo è il risultato di una riflessione sul ritmo vertiginoso nel quale si immerge la danza flamenca, che mi ha portato alla convinzione che le sue possibilità sono infinite e che, per la sua inevitabile evoluzione, essa non ha bisogno di ornamenti e di artifici. Non c'è nient'altro che la profondità della sua espressione. Ecco ciò che rinnova, ogni giorno, la mia emozione di aver fatto del flamenco la mia vita. (in Catalogo Romaeuropa Festival 1997) |
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