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Cartellone 2002
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AFGHANISTAN: LA MUSICA RITROVATA
Villa Piccolomini, 23 novembre 2002
Interpreti Madjid Pandjshiri (canto), Mehri Maftoun (canto, dambura), Abdol Rachid Machinai (sarinda), Bahauddin (tambur), Rahim Takhari (ghijak, canto), Ali Sakhi (ta¯bla), Homayoun Sakhi (robab)

La musica torna in Afghanistan, dopo il silenzio dei sei anni di guerra e la partenza dei talebani. Dalle radio, dai teatri, dalle sale da concerto, ma anche dalla televisione di Kabul, la musica anima nuovamente le feste, i matrimoni e le cerimonie tradizionali, riempie le caffetterie e le tradizionali case del tè (tchaï khana). Madjid Panchiri, cantore tadjik originario della valle del Panchiri, soprannominato "Sufi Madjid", compone le sue canzoni sui testi dei grandi poeti persiani Omar Khayam e Hafez o su quelli del poeta afgano Achqari: rinchiuso nella piccola città di Rokha, al nord dell’Afghanistan, a differenza di molti suoi colleghi egli non è stato costretto a emigrare, avendo la sua regione resistito alle incursioni dei talebani.
Nel concerto ospitato in questa edizione del festival, è accompagnato da Mehri Maftoun, anch’egli originario nel nord dell'Afghanistan e ambasciatore delle particolari melodie tipiche della sua terra, e da Abdol Rachid Mashine, la cui saringa (un liuto a 17 corde) ha permesso di conoscere la musica tradizionale afgana in Europa e negli Stati Uniti. Un viaggio alla scoperta di repertori colti e millenari, arricchiti dai ritmi popolari e dalla modernità dello stile di ciascun musicista.