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Evento Multimedia Rassegna stampa Su De Keersmaeker |
Compagnia Rosas Coreografia Anne Teresa De Keersmaeker Regia Jean-Luc Ducourt Musica György Ligeti (Otto studi per pianoforte), Eugène Ysaÿe (Tre sonate per violino solo) Interpreti Rolf Hind (pianoforte), Laurent Torcia (violino) Danzatori Nordine Benchorf, Bruce Campbell, Vincent Dunoyer, Marion Levi, Cynthia Loemy, Anne Mousselet, Johanne Saunier, Samantha Van Wissen Consulente musicale Walter Hus Scenografia Herman Sorgeloos, Anne Teresa De Keersmaeker Luci Jean-Luc Ducourt Costumi Anne Weckx / Rosas Coproduzione Rotterdam Schouwburg (Rotterdam), Théâtre de la Ville (Parigi) In collaborazione con Kaaitheater (Bruxelles), La Mannaie (Bruxelles) Direzione compagnia Anne Teresa De Keersmaeker È un universo femminile, quello disegnato da Anne Teresa De Keersmaeker, non pacificato ma in lotta, che non ha paura di mostrare le proprie debolezze, confusioni e isterismi. Sono donne che vivono intrappolate nel tessuto metropolitano, in tailleur grigi e tacchi alti e la cui umanità è congelata in movimenti reiterati, in una gestualità minima ed ossessiva, mentre lo sguardo solitario si posa e scruta l’altro sesso. Quello femminile e maschile (rare le presenze, fino a questo momento, di ballerini nelle sue coreografie) restano due universi in perenne inseguimento: uomini e donne che giocano, quasi, ma senza mai incontrarsi realmente. Tutto questo è in Achterland, creazione del 1990, che si sviluppa per capitoli, scandita com’è dall’esecuzione in scena di Otto studi per pianoforte di Ligeti e Tre sonate per violino solo di Ysaÿe (Rolf Hind e Laurent Korcia rispettivamente al pianoforte ed al violino). Una musica coreografata o una danza musicale: il legame che unisce danza e musica, entrambi veicoli per le emozioni, è sempre molto stretto nelle produzioni di De Keersmaeker. La sua danza gioca con i corpi, ne sfida la resistenza e ne esalta l’energia, mentre l’elasticità del corpo e la relazione con la “terra” vengono misurate da infinite dinamiche di cadute. Ne nasce un disegno coreografico, inserito in uno spazio geometrico (pedane, fila di sedie, quadrati di luce), che nega, ogni volta, lo stabilirsi di un universo armonico e rassicurante. |
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