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Le voci dei Medici è
il titolo quanto mai appropriato per il ciclo di sei concerti proposto
dal Romaeuropa Festival in collaborazione con l’Accademia di Francia:
la rassegna, a cura di Anne Piejus, musicologa pensionnaire all’Accademia,
ha infatti come filo conduttore il rapporto privilegiato tra Roma e Parigi,
di cui Villa Medici rimane il simbolo più significativo fin da
quando fu annessa ai terreni acquistati al Pincio da Caterina de’
Medici, sposa di Enrico II re di Francia. Protagonista del programma in
questione è quindi soprattutto la musica rinascimentale e barocca,
sia italiana che francese, eseguita da ensemble specializzati che si esibiscono
con strumenti dell’epoca, come il salterio o la ribeca. Il gruppo
Dulzainas presenta ricercari e canzoni dell’Italia del XII secolo,
includendo autori quali Fontana e Vecchi, ma anche musicisti fiamminghi
che lavoravano nel nostro paese come Willaert e De Rore. Doulce
Mémoire e la Compagnie
Maître Guillaume, oltre la musica, restituiscono un quadro dei
balli dell’epoca, studiati attraverso diversi trattati sulle danze
tradizionali. Le musiche sacre presentate dal gruppo Obsidienne,
d’altra parte, sono complementari ai mottetti e madrigali profani
dell’Ensemble Vocal Sagittarius,
mentre la chiusura del ciclo di concerti spetta al clavicembalo di Laurent
Stewart, in un récital che spazia da Frescobaldi a Couperin.
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