|
|||
Al Romaeuropa Festival: Musiche del viaggio (1995) |
Ballate medievali, danze di influenza
turca o bulgara, inflessioni vocali che evocano le origini del popolo
tzigano nel sub continente indiano. L'universo musicale di Taraf de Haïdouks
non conosce frontiere. Taraf significa orchestra. Quanto agli
Haïdouks, sono leggendari banditi giustizieri, vissuti nel
Medio Evo, dei quali i musicisti del gruppo raccontano le imprese. Originaria
del villaggio rumeno di Clejani, situato a sud di Bucarest, questa dozzina
di musicisti tzigani non si era mai esibita fuori dalla Valacchia fino
all'uscita del primo album, nel 1991. Da quel momento il loro calore,
la stravaganza e la gioia di vivere - generalmente i loro concerti proseguono
in sala o per strada - affascinano il pubblico di numerosi festival europei.
Tra i personaggi insoliti e coloriti che compongono il Taraf, si ricordano
le straordinarie voci di Ionel Manole e Neculae Neacsu. Tra una tournée
e l'altra, i componenti del gruppo ritornano a Clejani e al loro stile
di vita tradizionale. Essi vivono per e grazie alla loro musica, che scandisce
tutti i momenti importanti della vita del villaggio: battesimi, matrimoni,
funerali, mietiture. Da sempre queste genti hanno l'intuito del tragico
e del ruolo che la musica ha nell'esistenza umana. Per questa ragione non sarà mai possibile ascoltare la "musica dei morti" in concerto: sottrarre il sacro alla sua funzione originaria sarebbe una profanazione. |
||