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Al Romaeuropa Festival: Musica Contemporanea all’Accademia di Francia (1999) |
A Strasburgo, nel 1962, sei musicisti
di formazione classica si riuniscono intorno a un'idea comune: creare
un gruppo di musica da camera per strumenti a percussione, e proporre
dei concerti con opere scritte appositamente per loro. L’obiettivo
è chiaro: liberare gli strumenti a percussione dai repertori nei
quali la tradizione, occidentale, orientale o africana, li ha confinati,
per dar loro un repertorio moderno. Seguendo i consigli di Pierre Boulez, i sei musicisti creano Les percussions de Strasbourg, una formazione che rapidamente mette insieme un repertorio nuovo, grazie alle creazioni di Messiaen, Xenakis, Stockhausen, Serocki, Aperghis, Ballif, Cage, Kabelac, Mâche o Donatoni. Nel 1967, con l’esecuzione di Ionisation di Varèse, in accordo ed in collaborazione con il compositore, l’ensemble ottiene un successo, che lo porta ben presto all’attenzione internazionale. A questo seguono numerosi altri concerti che definiscono nel panorama internazionale la posizione del gruppo, rinnovando l’interesse per le percussioni. Nel 1996, mentre l’organico viene a mutarsi, Les percussions ribadiscono il proprio progetto segnando una serie di punti come fondamentali per la loro crescita: ne nasce quasi un manifesto che prevede, di «Arricchire il panorama sonoro di timbri e suoni nuovi, usando tecnologie e sollecitando i compositori che provengono da ambienti musicali diversi; Aprirsi verso altre espressioni artistiche; Lavorare con giovani compositori (tra cui M.A. Perez-Ramirez, M. André, J. Schoellhorm e T. Meadowcroft); Sviluppare delle residenze: occupare e sfruttare i luoghi della creazione e della ricerca, fare di Strasburgo un luogo d'accoglienza; Lavorare sulla sostanza e sulla forma dei concerti: dare posto alla scenografia e al disegno luci, costruire i programmi intorno a delle tematiche». Da allora e fino ad oggi, passando per i festeggiamenti del 40 anni della nascita (2002), Les percussions de Strasbourg hanno mantenuto inalterato il loro spirito di innovazione e sperimentazione continuando a collaborare e ad eseguire le creazioni di compositori contemporanei. Dal 2003, infatti, figurano nel loro repertorio 4 études chorégraphiques di Ohana, Quodlibet di Nunés, Récréations di Solal, Répliques di Agobet e Salpétrière di Koblenz. Nel 2004 hanno pubblicato Le noir de l’étoile su musiche di Gerard Grisey. |
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