Al Romaeuropa Festival:
Concerti e Cerimonie Sufi dall’Iran
(2000)
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Shâhrâm Nâzeri
è nato nel 1960 a Kermanchah, in una famiglia molto tradizionalmente
legata alla musica. Suo padre lo inizia molto presto a quest’arte
e Shâhrâm acquista da subito una solida base per partecipare
alle riunioni sufi a soli otto anni, cantando il Masnavi di Rumi, grande
poeta sufi del XIII secolo.
Tre anni più tardi si esibisce nel corso di una programmazione
televisiva iraniana ed è in questo periodo che comincia a studiare
in modo approfondito la musica tradizionale: si specializza nel radif
con il rimpianto Karimi, approfittando anche dell’insegnamento
di Borumand e Dâvami, mentre il suo incontro con Shajariân
gli permette di studiare a fondo le sottigliezze dell’arte vocale
persiana. Nel 1975 ottiene il primo premio di canto al concorso di musica
tradizionale e comincia, da allora, ad esibirsi con i due migliori ensemble
musicali di quel periodo, Sheyda e Aref.
Shâhrâm Nâzeri, che ha un grande numero di incisioni
al suo attivo, è divenuto nel corso di questi ultimi anni uno
dei cantanti più conosciuti e popolari in Iran: la sua conoscenza
impeccabile e profonda della tradizione e della tecnica gli ha permesso
infatti, pur nel rispetto dei principi fondamentali, di percorrere ed
interpretare tale letteratura in modo personale ed individuale.
In occasione del sessantesimo compleanno di uno dei maggiori poeti iraniani
contemporanei, Sohrab Sepehri, Nâzeri ha inciso Dar Golestaneh
(2003), ulteriore conferma delle sue qualità tecniche ed interpretative.
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