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Al Romaeuropa Festival: Peter Rundel / ORT – Orchestra della Toscana (1997) Hashirigaki (2000) |
Nato nel 1952 a Neustadt/Weinstrasse
e traferitosi a vent’anni a Francoforte sul Meno, Goebbels studia
sociologia e musica, iniziando alla fine degli anni settanta a comporre
per il teatro e il balletto (Hans Neuenfels, Claus Peymann, Matthias
Langhoff, Christof Nel, Ruth Berghaus, il Balletto di Francoforte).
A metà degli anni ottanta comincia a scrivere e a dirigere “audio
plays”, concerti scenici in gran parte basati sui testi di Heiner
Müller: appartengono a questo periodo opere come Verkommenes
Ufer, Die Befreiung des Prometheus, Wolokolamsker Chaussee, Der Mann
im Fahrstuhl e Schliemanns Radio, rivelatrici dell’eclettico
talento di Goebbels e del suo approccio particolare alla musica, aperta
alla contaminazione dei generi e legata a doppio filo alla letteratura
e alle arti sceniche. Oltre a militare nel gruppo “art rock”
dei Cassiber a partire dal 1982, il musicista tedesco si cimenta anche
nella musica da camera per formazioni prestigiose come l'Ensemble
Modern e l'Ensemble Intercontemporain,
dando vita ad un corpus di opere che gli guadagna progressivamente la
notorietà internazionale: le jazzistiche La Jalousie
(1988) e In the Country of Last Things, Suite for Orchestra and
sampler, l’ambiziosa Surrogate Cities (1994, eseguita
dalla Junge Deutsche Philharmonie diretta da Peter
Rundel), Industry & Idleness (1996, in prima per Radiokamerorkest
Hilversum, con la conduzione di Peter Eötvös).
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