Al Romaeuropa Festival:
King Lear (2002)
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Nato a Parigi nel 1930, trascorre
l'adolescenza in Svizzera. Rientrato nel 1948 nella capitale francese,
frequenta alla Sorbona corsi di etnologia e, nei cineclub del quartiere
latino, diventa amico di André Bazin e François Truffaut,
Jacques Rivette ed Erich Rohmer. Nel 1950 fonda, insieme a Rivette e
Rohmer, la “Gazette du cinéma” sulla quale scrive
recensioni con lo pseudonimo di Hans Lucas: la rivista chiude dopo cinque
numeri. Dal 1952, Godard inizia a collaborare come critico e saggista
con i “Cahiers du cinéma”, e gira i primi cortometraggi:
il primo film, À bout de souffle (1960), vince l’Orso
d'Oro per la regia al Festival di Berlino, ed è considerato unanimamente
ancora oggi il manifesto della Nouvelle Vague, nonché uno dei
più importanti film della storia del cinema.
Sempre nel 1960 esce Le petit soldat, seguito l’anno
dopo da La donna è donna, e, nel 1962, da Questa
è la mia vita, che vince il Premio Speciale della Giuria
al Festival di Venezia. Sono film che sviluppano una profonda destrutturazione
del linguaggio tradizionale, finalizzata a quella portata politica e
ideologica che resta il loro motore principale. Un altro tema sembra
inoltre ricorrere nel cinema di Godard, ossia quello della ricerca del
significato della stessa opera cinematografica, continuamente messa
in discussione.
Nel 1963 escono Il disprezzo, ispirato ad un romanzo di Moravia,
e Ro.Go.Pa.G., film a episodi nato dalla collaborazione con
Roberto Rossellini, Ugo Gregoretti e Pier Paolo Pasolini. Nel 1965 gira
un film intriso di disperazione e disorientamento, Il bandito delle
ore undici (con un grandissimo Belmondo), a cui seguiranno Due
o tre cose che so di lei (1967), La cinese, La gaia scienza
(1968) Amore e rabbia (1969) e Crepa padrone, tutto va
bene (1972).
A Venezia, nel 1982, Jean-Luc Godard riceve il Leone d'Oro alla carriera,
e l’anno successivo, con Prénom Carmen, ne vince
un secondo per il miglior film. Nel 1984 Je vous salue, Marie
suscita violente polemiche e viene accusato di blasfemia. Al 1990 risale
Nouvelle Vague, mentre con Eloge de l'amour il regista,
dopo una lunga assenza, torna dietro la macchina da presa per raccontare
nuovamente della necessità di girare un film, tema riaffrontato
anche nell’autoritratto JLG-JLG e in fondo presente anche
nella sua personalissima storia del cinema, i vari episodi di Histoire(s)
du cinéma.
La sperimentazione linguistica, la militanza politica, l’ironia,
la delusione e la rabbia sono gli elementi che hanno dato vita a un
cinema della crisi - ideologica, linguistica e personale – che
costituisce uno degli esempi più interessanti della storia della
settima arte. Dopo Notre musique (2004), Jean-Luc Godard è
attualmente impegnato a girare un episodio del film collettivo Paris,
je t’aime.
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