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Al Romaeuropa Festival: Mammame (1987) Daphnis et Chloé (1987) Les Louves; Docteur Labus (1988) Les Survivants (1988) Mondi riflessi: Les Aventures d’Ivan Vaffan; Mammame; Dance premiere; Montalvo et l’enfant (1991) Mondi riflessi: Les aventures d’Ivan Vaffan; Mammame; Un chant presqu’eteint (1992) Ulysse (1994) |
Esponente di spicco della nouvelle
danse francese, deve buona parte della sua originalità all’interno
del movimento alla mancanza di una vera formazione tradizionale, essendosi
avvicinato alla danza solo all’età di vent’anni.
Nato a Grenoble nel 1953 da padre napoletano e madre italo-austriaca,
studia belle arti nella città natale, fino a quando inizia a
dedicarsi al tip tap e ad apprendere i rudimenti di danza classica e
moderna, con un approccio che da subito si dimostra fortemente irriverente
e interdisciplinare: ad aprirgli gli occhi sulla strada da seguire sarà
comunque un viaggio a New York, che lo mette in contatto con il lavoro
innovativo di Merce Cunningham e Robert
Wilson. Di ritorno a Grenoble, fonda il Groupe Emile Dubois, aperto
ad artisti di diversa estrazione: sull’identità del misterioso
Dubois circolano per diversi anni leggende e interpretazioni di vario
tipo, alimentate con spirito goliardico dallo stesso Gallotta, fino
alla scoperta che si tratta di un nome di pura fantasia. La trovata
aiuta a capire lo spirito che fin dall’inizio anima le coreografie
dell’artista, tese a smontare le tecniche tradizionali attraverso
movenze e gestualità quotidiane, quasi sgraziate, pervase da
uno humour di sapore fortemente surreale: portavoce di tale divertita
iconoclastia sono i corpi degli stessi ballerini, spesso fuori degli
schemi di armonia e prestanza fisica richiesti dal palcoscenico, ma
per i quali ogni difetto si trasforma in un punto di forza espressivo.
Il Groupe si stabilisce nel 1981 alla Maison de la culture di Grenoble,
trasformandosi nel 1984 in Centre chorégraphique national: fanno
già parte della compagnia alcuni collaboratori storici di Gallotta,
tra cui il musicista Henri Torgue o il costumista Jean-Yves Langlais,
che si firma con lo pseudonimo di Léo Standard. |
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