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Al Romaeuropa Festival: I ritratti di fine millennio di Tiezzi, Lombardi, Pannicelli (1986) Mondi riflessi - La nuova scena in video (1991) |
Marion D'Amburgo,
figura di attrice poliedrica, classe 1952. Nel 1972 fonda insieme a Federico
Tiezzi e Sandro Lombardi la compagnia
teatrale il Carrozzone (poi Magazzini Criminali ed attualmente Compagnia
Teatrale i Magazzini) a cui lega la sua storia di attrice. Il debutto
avviene con Morte di Francesco (1972), a cui seguono La donna
stanca incontra il sole (1973), Lo spirito del giardino delle
erbacce (1976), Punto di rottura (1979), Crollo nervoso
(1980), Sulla strada (1982), spettacoli che per l’attenta
ricerca drammaturgica (non intesa solo in senso testuale) conducono la
compagnia ad essere riconosciuta come una delle migliori dell’avanguardia
italiana. Con Genet a Tangeri del 1984 si apre per il gruppo
una nuova fase di ricerca che, sostenuta ed alimentata dai testi di Federico
Tiezzi, si dirige e perlustra il terreno di un teatro di poesia. D’Amburgo
è quindi interprete di testi quali Ritratto dell'attore da
giovane (1985), Vita immaginaria di Paolo Uccello (1985)
e poi, sempre con la direzione di Tiezzi, di Medeamaterial di
Müller, di Inferno, Purgatorio, Paradiso, lavoro drammaturgico
su la Commedia dantesca, de Il Cantico dei Cantici (1997) –
solo per citarne alcuni. A questi lavori si affiancano e seguono altre
prove di attrice non legate all’attività della compagnia
quali Madre Courage per la regia di Billi e Marconcini (1988),
Giganti della montagna di Luigi Pirandello con la regia di Carlo
Quartucci (1989), Giorni felici di Samuel Beckett per la regia
di Giancarlo Cauteruccio (1996), per arrivare infine al recentissimo omaggio
di Franco Scaldati Pupa Regina opere di fango (2003) di cui è
anche regista (in collaborazione con Lucia Ragni) oltre che interprete.
Accanto al lavoro di attrice svolge anche quello di costumista, disegnando infatti i costumi per Ambleto di Giovanni Testori (2001) per la regia di Federico Tiezzi, quelli per Boheme di Giacomo Puccini (2002), regia di Giovanni Scandella, per Antigone di Bertold Brecht per la regia di Federico Tizzi, per Cantos, concerto scenico di Francesca della Monica per la regia di Massimo Verdastro e da ultimo per Eros e Priapo di Carlo Emilio Gadda (2005) con la regia di Roberto Bacci. La versatilità e la potenza della voce, un vero e proprio strumento musicale che rende materia tangibile il testo ne hanno fatto un’ottima interprete non solo di opere, ma anche di performance musicali per autori quali John Hassel e Giacomo Manzoni. |
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