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Al Romaeuropa Festival: Musiche del viaggio (2005) |
Il gruppo Bratsch (alto in
tedesco, tempo spostato in tzigano) è nato dall'incontro
di un musicista febbrilmente ossessionato dall'oriente come Dan Gharibian,
di un violinista curioso come Bruno Girard, della fisarmonica di François
Castiello, del clarinetto di Nano Peylet e del contrabasso di Pierre Jacquet:
sono nati cinque veri-falsi tzigani patentati e, soprattutto, autentici
vagabondi. Ognuno di questi musicisti è un virtuoso: sono in grado
di improvvisare liberamente, suonare ricreando un folclore immaginario
più autentico di quello vero, ricongiungendosi così alla
linea di Bartók. Lungi dal seguire gli
schemi propri degli entomologi del folclore, i componenti del gruppo prendono
in prestito i materiali, li rielaborano e li centuplicano. Si sono così
appropriati di musiche vagabonde, ebree, tzigane, armene e di molte altre
ancora, compreso il jazzland. Mescolando le lingue (rumeno, yiddish,
greco, ungherese, russo, tzigano) alla loro cultura occidentale, hanno
lasciato che tutto questo si sedimentasse lentamente in una capacità
compositiva nuova: «A forza di suonare tutte queste musiche provenienti
dai repertori tradizionali, abbiamo cominciato ad inventare temi e a ricreare
immagini in una fantasmagoria dell'Europa centrale», dice Bruno
Girard. La musica di Bratsch, ricca di mescolanze, risuona insolente, piena di ironia, unendo l’allegro e il triste, il salato e il dolce: rivincita di tutti gli emarginati, dallo zingaro al klezmer (musicista ebreo). Oltre a numerose incisioni (tra cui il recente La vie, la mort, tout ça..., 2001), i Bratsch sono regolarmente in tour a partire dagli anni ottanta, toccando Francia, Inghilterra, Germania, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svizzera, Slovenia, Turchia, Belgio, Ungheria, Canada, USA, Marocco e partecipano a numerosi festival internazionali. www.bratsch.com |
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